Su BTP e FTSEMib l'ombra lunga della Lega

  • Dopo le elezioni in Umbria lo spread torna a salire ma il FTSE non subisce contraccolpi
  • Lo spread è più sintomatico degli equilibri internazionali rispetto ai mercati azionari che sono sempre sostenuti dalla politica di tassi a zero delle banche centrali
  • Il futuro politico del paese potrebbe non avere quelle ripercussioni sui mercati che si pensano.

Può piacere o meno ma un dato di fatto è inoppugnabile, Salvini piace alla gente ma non piace ai mercati o, se si preferisce, non piace ai mercati ma piace alla gente, almeno per il momento. A seconda di come la si legge questa frase assume un diverso significato. Non è questa la sede per disquisire sulle motivazioni che portano il leader del Carroccio ad avere così tanto consenso popolare addirittura dopo lo scivolone dell'8 agosto, ma è importante qui cercare di comprendere i riflessi che una sempre più convinta affermazione leghista possa avere sugli investimenti dei nostri titoli e delle nostre azioni.

Reazioni dei mercati dopo le elezione umbre

Le elezioni in Umbria sono state, al di là di ogni ragionevole dubbio, un massacro per il governo in carica, asfaltato in lungo e in largo oltre le più catastrofiche previsioni. Più di 20 punti di distacco tra il candidato leghista e il suo rivale sono un abisso troppo profondo per limitare la cosa ad un piccolo territorio confinato del paese. Lo strepito dello scricchiolio della maggioranza parlamentare si è udito e solo l'esito delle prossime elezioni regionali che in serie si susseguiranno nei prossimi mesi può dirci quanto il governo giallorosso possa andare avanti. Il mercato quindi come ha reagito? Segnali di nervosismo sul BTP a 10 anni che ha sfondato la soglia psicologica dell'1% portando lo spread a 143 punti, ma Piazza Affari non è stata minimamente intaccata. La distinzione da fare tra le due cose è importante. Anche quando lo spread ondeggiava durante la fase del governo giallo-verde, il listino di Palazzo Mezzanotte ha sempre tenuto egregiamente, anzi ha proseguito la sua marcia rialzista in modo graduale e costante. Dall'inizio dell'anno infatti esso è cresciuto del 24% e ha oltrepassato la resistenza tecnica di 22.500 punti negli ultimi giorni. Perché questo?

Perché la Lega è una minaccia per i mercati

La forza leghista, avvertita dal mercato come una minaccia agli equilibri di bilancio del paese e a quelli politici internazionali, si riflette immediatamente nello spread perché questi è la misura della fiducia che hanno gli investitori sul nostro paese e non sulle nostre aziende tout court, le quali sono invece supportate da un insieme di eventi esterni che riguardano altri scenari e altri mercati. E' bastato ad esempio che Trump confermasse gli sviluppi positivi del negoziato con la Cina che per effetto domino tutti i mercati sono stati trainati dal clima positivo, ma questo non ha interessato ovviamente lo spread che è una cosa particolare nostra. Senza dimenticare poi che tassi a zero o negativi e denaro a pioggia delle banche centrali spingono verso l'azionario e lo sostengono anche quando si registrano dei momenti di parossismo generale.

Cosa potrà succede in futuro?

Quindi in futuro cosa potrà succedere se Salvini sbanca ovunque fino a prendersi il trono che conta a Palazzo Chigi? Tutto dipenderà sempre alla lunga dai risultati sul campo, l'avvento di Trump aveva fatto presagire disastri nucleari sui mercati, la rivitalizzazione dei fondamentali dell'economia americana grazie ad una politica fiscale di sostegno alle imprese ha al contrario mandato gli indici di Wall Street ai massimi storici. "Il dubbio non è mai piacevole, ma la certezza è ridicola" (cit. Voltaire).

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2 - Commenti

Antonio Leonetti

Antonio Leonetti - 29 ottobre 12:16 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 29 ottobre 13:45 Rispondi