Stop al contante e manette agli evasori: come frenare la crescita

  • L'Italia è un paese particolare dove si preferisce rischiare la galera che dare soldi allo stato
  • Questi provvedimenti creano soltanto un clima di paura che blocca la crescita perché alla fine non si consuma e non si investe
  • La sfiducia nelle istituzioni aumenta perché il cittadino vede nello Stato un nemico

Cosa prevede la bozza di finanziaria

La bozza di finanziaria, passata in consiglio dei ministri e presto al vaglio di Bruxelles, manda un messaggio molto chiaro: lotta senza confine agli evasori anche attraverso l'avversione al contante, il cui limite di utilizzo passerà da 3.000 euro a 2.000 nel  2020 e poi a 1.000, giusto il tempo per far metabolizzare ai cittadini il provvedimento. Per chi evade non c'è più trippa per gatti, chi sottrae oltre 100.000 euro di tasse non pagate al fisco sentirà il tintinnio delle manette.

L'Italia non è l'Austria

Dove sarebbe lo scandalo? Altrove il carcere c'è già per i grandi evasori e con l'aggravante che una volta che la condanna è stata pronunciata, il reato viene effettivamente scontato in cella. E in più... la pressione fiscale non è nemmeno così leggera per come si potrebbe pensare. In Austria ad esempio essa raggiunge il 41%, ma l'evasione in rapporto al PIL è solo del 9%, in Italia la pressione fiscale è del 44% ma l'evasione è del 27% sul PIL, vale a dire il triplo. Ma c'è un MA... la percezione fa tutto e rappresenta spesso l'anticamera della paura. La pressione fiscale percepita non è quindi del 44%, perché essa è articolata in tutta una serie di balzelli fiscali insopportabili a cui si aggiungono i contributi sociali che per un professionista, ad esempio, sono un salasso che sfiora il 30% e che danno la sensazione legittima che gran parte di essi non verranno mai visti tramutare in rendita pensionistica. Allora il cittadino italiano non ama pagare le tasse perché le percepisce, a torto o a ragione, come qualcosa di fraudolento, iniquo e repressivo. Il punto è che una pressione fiscale alta si accompagna ad una burocrazia tra le peggiori al mondo che fa sentire il problema più oppressivo di quanto realmente non lo sia. E nella vita vale non tanto quello che si sa, ma quello che si sente... Tutto ciò ne è una legittima conseguenza di una classe politica che negli anni ha generato un clima di sfiducia così profondo da portare l'evasore a interpretare il non dichiarare quanto deve come una sorta di lotta strenua contro il drago, quasi una guerra di religione. 

La paura che blocca la crescita

Il limite al contante e il terrorismo verso gli evasori porteranno beneficio alle casse delle Stato? No, io non ho dubbi. Infonderanno invece nel cittadino la paura di essere spiato, controllato e represso. E questa paura frena i consumi ma anche gli investimenti, laddove il cittadino preferisce semmai nascondere la liquidità piuttosto che farla emergere per effetto di un tracciamento sistematico. Il clima di sfiducia verso le istituzioni è così alimentato da un veleno che è iniettato nella mente di ciascuno che si sente privato della sua libertà. E la paura fa fare nel caso degli evasori e non fa fare nel caso della gente comune. E non importa quanto essa sia reale, mai come in questa situazione non vale il detto di Martin Luther King "un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio si alzò ad aprire, ma non ci trovò nessuno...".

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