Spagna: ecco perché la vera vincitrice è la destra

Tecnicamente ha vinto la sinistra, ma l'alleanza Psoe-Podemos deve fare i conti (letteralmente) con una maggioranza lontana.

I numeri per il Parlamento

Numeri alla mano, infatti, mancano 11 seggi. Diversa, invece, la situazione della destra estrema di Vox. Il partito oltranzista, infatti, è arrivato per la prima volta in Parlamento con un risultato che, praticamente dallo 0%, è arrivato al 10%. Non solo: le elezioni sono state caratterizzate anche da un’alta affluenza, il che rende la vittoria della fazione capitanata dal leader Santiago Abascal, ancora più eclatante visto che non può essere giustificata nemmeno con una bassa partecipazione.

Destra: ecco perché è la vera vincitrice

Per questo motivo la vera vincitrice è la destra con Vox che arriva a prendere 24 seggi. Inoltre l’ultima tornata elettorale porta con sé due conseguenze principali. La prima è una società nettamente divisa in due tra destra (in tutte le sue sfumature) e sinistra (socialisti più Podemos). Tutto questo è avvenuto proprio quando la nazione è andata oltre la stabilità politica che finora ha caratterizzato il panorama interno. Non bisogna dimenticare che proprio la Spagna era l’ultima nazione in Europa che non aveva una rappresentanza di estrema destra in Parlamento. Almeno fino a ieri.

Le conseguenze

Ma un’altra e più importante conseguenza è la continuazione dell’incertezza politica su entrambi i fronti. Anche in questo caso sono i numeri a confermarlo. La vittoria, come accennato, va alla Psoe di Pedro Sanchez (123 seggi), secondo partito il Pp cioè il Partito Popolare di Pablo Casado (66 seggi) Terzo Ciudadanos (57 seggi). Il problema è che i 176 seggi necessari per governare non li riesce a raggiungere nessun tipo di alleanza, nemmeno per la destra.

Il paradosso

L’unica soluzione potrebbe arrivare con il coinvolgimento degli indipendentisti catalani di Erc gli stessi che si erano scagliati contro Sanchez per la legge di bilancio, decretando di fatto la caduta del governo. Ecco perciò che, come in Inghilterra dove l’ago della bilancia per la tenuta dell’esecutivo, sono gli unionisti irlandesi, così per Madrid l’ago della bilancia sono gli indipendentisti catalani. Da qui un possibile (futuro) focolaio di instabilità? Difficile dirlo al momento.

Le alleanze per governare

Le varie opzioni che si presentano vedono tra le tante, una sola soluzione numerica Psoe alleato con i centristi di Ciudadanos. Ma se da un lato la matematica regalerebbe un governo stabile con 179 seggi, non lo farebbe la logica politica. In particolare quella di Albert Rivera, leader di C's che si è sempre opposto ad un’alleanza di questo tipo. Ma Rivera potrebbe essere tentato di scendere a compromessi dai 32 seggi guadagnati rispetto a 4 anni fa. Anche perché eventuali nuove elezioni potrebbero costare caro non solo alla nazione.

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Nico Forzese

Nico Forzese - 29 aprile 14:10 Rispondi