SocGen: meglio prepararsi a tassi bassi per lungo tempo

Chiunque voglia investire dovrà riorganizzare i propri piani: i tassi di interesse, infatti, resteranno bassi ancora per un lungo periodo di tempo.

Le dichiarazioni di SocGen

Una conferma ulteriore arriva anche dalle dichiarazioni di Philippe Heim, vice CEO di SocGen secondo cui, visto il trend, ci sarà un quadro ben più stressante non solo per chi investe (con la ricerca spasmodica di una qualsiasi forma di rendimento, anche rischioso) ma anche per le banche (con il crollo dei margini di guadagno). La Bce ha già annunciato che manterrà il costo del denaro ai minimi fino alla prima metà del 2020 e sta già organizzando il ritorno dei prestiti agevolati attraverso le TLTRO già sperimentate in passato.

Tutto questo mentre la futura governatrice Christine Lagarde che a novembre prenderà il posto di Mario Draghi, non sembra minimamente intenzionata a cambiare strada. Anzi, le sue ultime dichiarazioni hanno messo in evidenza l'intenzionei non solo di mantenere una linea accomodante, ma di implementarla con ulteriori strumenti, non ultimo qualcosa in stile Treasury Usa anche per l'Ue.

Le conseguenze per banche e privati

Da parte sua anche l’Asia si sta dirigendo verso questo modo di impostare la propria politica monetaria e lo stesso farà la Fed. Infatti nella prossima riunione di fine settembre le previsioni parlano di un secondo taglio dei tassi dopo quello di 25 punti base di luglio. 

Cosa significa questo? Le conseguenze saranno numerose da entrambe le parti, ovvero sia per chi finanzia che per i privati che ricevono i finanziamenti. In questo secondo caso il rischio maggiore è quello di un eccessivo indebitamento, visti i costi sempre minori. Da parte degli istituti, come già accennato i bassi tassi di interesse sono stati, e rimangono tuttora, una delle maggiori sfide per le banche a livello globale perché limitano i margini di guadagno, in particolar modo per quelle del Vecchio Continente.

Le richieste 

E non tutti possono permettersi di ridurre ulteriormente le fonti di entrate, soprattutto dopo le sempre più numerose richieste da parte della Bce di controlli sui costi e riorganizzazioni del capitale. Di ieri l’ultimo intervento da parte del responsabile della vigilanza bancaria della Bce, Andrea Enria per “rafforzare l'architettura istituzionale dell'unione bancaria” in particolare con il regime di garanzia europea dei depositi bancari attualmente assente. 

I piani Bce

Il progetto della Bce prevede per il 2020 un rafforzamento del percorso di smaltimento dei non performing loans oltre ad un controllo dei fattori che limitano la profittabilità delle banche. Parallelamente ci sarà una revisione dei modelli interni bancari che permetteranno il miglioramento della redditività e una nuova evoluzione verso il potenziamento della digitalizzazione dei servizi finanziari. 

Inoltre sta aumentando il numero degli strumenti finanziari a rendimento negativo: il livello già da record di 14 trilioni registrato qualche settimana fa, è cresciuto ancora, fino ad arrivare a superare soglia 16 trilioni. Un numero sempre maggiore di bond a scadenza decennale emessi da nazioni come Belgio, Germania, Francia e Giappone presentano un tasso negativo. I Treasury Usa sono ancora in territorio positivo sulle cedole ma come ha detto l’ex presidente Fed Alan Greenspan, per Washington è solo questione di tempo.

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