Si placano i venti di guerra: le borse recuperano

  • I fondamentali delle economie hanno la meglio sui venti di guerra, le borse salgono;
  • Arretrano i beni rifugio dopo la scalata dei giorni scorsi, riprende a volare la sterlina;
  • In Giappone acquisti sui titoli legati alla domanda interna per il timore della crisi del Golfo.

I mercati riprendono la marcia

Che sia stato un fuoco di paglia è molto presto per dirlo oltre che riduttivo vista la gravità della situazione, però per il momento le tensioni del Golfo non hanno più di tanto destabilizzato i mercati finanziari che, dopo un inizio claudicante, hanno ripreso a correre sostenuti anche da dati macro positivi sia in Europa che in America. Gli analisti sembrano tutti concordi nell'affermare che alla fine la minaccia iraniana potrebbe essere stata percepita in maniera esagerata perché "nè Trump nè Teheran vogliono una guerra totale" (cit. Ian Bremmer, presidente di Eurasia Group). Per cercare di capire cosa rende immuni le borse a venti di guerra che arrivano da più parti, non solo dall'Iran, vedi Turchia, bisogna buttare un occhio ai fondamentali delle economie e un altro alla liquidità garantita dalle banche centrali. Probabilmente è quella la chiave per determinare quanto i corsi azionari possono durare nel tempo e quindi cosa da qui in avanti ci dovremmo aspettare.

I beni rifugio passano di mano

Almeno momentaneamente oro e petrolio cedono il passo perdendo posizioni. Il Brent dopo essersi spinto oltre il 70 dollari al barile arretra fino a 68,20 dollari, il Wti passa da 64,70 a 62,70, mentre l'oro dopo aver toccato i massimi a 1.588 dollari l'oncia ritraccia fino a 1.567. Anche lo yen, valuta rifugio per eccellenza, perde parecchio terreno tant'è che nei confronti del dollaro americano cede quasi una figura. Mentre in questo contesto di allarme scampato la sterlina riprende la corsa e si riporta ben oltre 1,31 sul dollaro Usa.
Se tutto il trambusto generato dall'uccisione di Soleimani si limiterà a minacce non messe in pratica allora ci sono tutte le probabilità che i corsi valutari continuino la loro marcia figlia di un ambiente positivo generato dai principali snodi che interessano i rapporti internazionali tra i paesi, come la questione dazi e Brexit. L'attenzione, però, va mantenuta alta, perché solo quello che succederà nei prossimi giorni ci potrà dare un quadro di lettura più nitido della situazione.

In Giappone brillano i tecnologici

Il Nikkei nella notte è balzato dell'1,60% a 23.575 punti a ridosso della media mobile a 25 osservazioni che si trova a 23.615. Il gap creato durante le vacanze è stato quindi ampiamente recuperato, ma da notare c'è che si sono messi in luce i tecnologici come ad esempio Zojirushi, il produttore di bollitori che ha guadagnato oltre il 14% dopo aver pubblicato un documento ufficiale che ha tracciato le linee di investimento per il futuro. Anche Sony in auge (+3,2%) nell'attesa di utili importanti e Fujitsu sostenuta da ottime prospettive riguardo il wireless 5G.
In definitiva sembra proprio che gli operatori si siano concentrati su quei titoli che sono legati a doppio filo con la domanda interna e che quindi potrebbero essere meno colpiti da un'eventuale escalation della guerra in Medio Oriente.

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