Salta tutto: continua l'agonia di Brexit

E che noi non l'avevamo detto... ?

Sembra brutto e antipatico collocarsi tra i "velavevodettisti" però la realtà è questa, tutto nero su bianco brexit-sabato-può-succedere-di-tutto.
Il tanto temuto tiro mancino di qualcuno dei 21 conservatori espulsi dal partito e ancora con il dente avvelenato, è arrivato puntualmente. E la cosa grave è stata che chi lo ha lanciato si è potuto avvantaggiare dell'appoggio degli altri.

L'emendamento Letwin

L'emendamento Letwin è passato con 322 voti, una maggioranza nemmeno troppo risicata e comunque sufficiente per mandare all'aria un accordo che si capiva fosse tremendamente traballante e per cui si era festeggiato troppo presto. Forse non si erano fatti bene i conti e all'uopo un poltronista di primo livello ha colpito come un coltello a serramanico squarciando un'impostazione che tra mille difficoltà tentava di trovare un equilibrio. L'aspetto singolare di tutto questo è che Oliver Letwin era anche favorevole al compromesso stilato da Johnson con l'Europa, ma in questo momento, a suo dire, non poteva essere approvato senza una legislazione scaturita da una discussione parlamentare. Insomma uno stratagemma perfetto per allungare l'agonia.

La doppia faccia di Johnson

La reazione emotiva del premier britannico non poteva che essere quella del muro contro muro, il 31 ottobre la Gran Bretagna esce a tutti i costi, ribadito a gran voce con una missiva mandata a tutti i deputati del parlamento britannico . Ma poi, il coriaceo Johnson ritorna in sè, capisce che la legge lo inchioda e rischierebbe l'arresto e fa mandare una lettera al presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk con la quale chiedeva un'estensione della proroga di Brexit fino al 31 gennaio 2020 nel pieno rispetto del Benn Act.

La reazione dell'Europa

E l'Europa che fa? Qualche segnale di malumore è arrivato dalla Francia che addirittura fa avanzare l'ipotesi di imporre un no alla proroga ulteriore, questo è l'accordo migliore e questo si farà. In verità questo fa probabilmente parte della strategia che mira a tenere imbrigliata la Gran Bretagna per non farla scappare troppo dalle regole di Bruxelles soffiando ancora di più sul vento buono che arriva fuori dai palazzi di Westminster dove in piazza un milione di persone, almeno così si dice, si sono incendiate per chiedere un secondo referendum per far rimanere Londra dov'è.

Stai a vedere che alla fine era stato tutto quanto solo un brutto sogno e che tutta questa messa in scena, durata troppo tempo per la verità, sia stata orchestrata per raggiungere il vero obiettivo, scavalcare a colpi di palazzo il voto popolare e riportare tutto nel suo ordine naturale. Ma mi sa che avevamo detto anche quello...

2 - Commenti

Andrea Famiglietti

Andrea Famiglietti - 21 ottobre 10:13 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 21 ottobre 11:02 Rispondi