QE, tassi negativi e tasse: gli effetti sull'economia europea

  • Il quantitative easing non può che generare deflazione a questo punto arrivati;
  • Il calo dei consumi e degli investimenti insieme sono effetti collaterali da non sottovalutare;
  • Le azioni ancora rappresentano un'opportunità per l'investitore.

Il messaggio di Lagarde

Al passaggio di consegne Christine Lagarde ha dichiarato che la politica monetaria continuerà ad essere sulla falsariga di quella portata avanti per 8 anni da Mario Draghi, visto che gli obiettivi di inflazione sono molto lontani. Quindi un QE2 che andrà avanti a tempo indeterminato e tassi negativi che per il momento non si toccano.

Gli effetti del qe su consumi e investimenti

Il quantitative easing di per sè abbassa i tassi perché sostenendo la domanda di titoli spinge verso il basso la curva dei tassi a breve e a lungo. Inoltre per definizione dovrebbe portare alla crescita dei prezzi, da un lato tramite il canale valutario, un euro che vale di meno fa aumentare il valore del prodotto, dall'altro per mezzo della liquidità in eccesso, ossia essendoci maggiore circolazione monetaria imprese e famiglie consumano di più.

Purtroppo in questi anni invece si sono visti gli effetti opposti, i prezzi sono scesi e invece che inflazione si è generata deflazione. E la ragione sta tutta nel fatto che qe e tassi bassi sono legati a doppio filo. In Europa i tassi bassi non solo non hanno acceso i consumi, ma hanno bloccato gli investimenti. Sul fronte consumi tutto passa attraverso salari e pensioni. Se i salari sono bassi perché le tasse incidono in maniera preponderante sul costo del lavoro, la gente non spende e non serve dire che si può indebitare a tassi bassi per aumentare la domanda di beni e servizi, perché a lungo andare la cosa avrebbe solo l'effetto di creare un'economia che si regge sul debito. Le pensioni legate ai fondi vengono compromesse, in quanto la redditività, per via dei tassi bassi, dei fondi pensione è talmente esigua che non è in grado di far corrispondere pensioni adeguate, quindi pensioni più basse equivale a minori consumi.

Sul fronte investimenti tassi negativi hanno aumentato il risparmio ma quello non investito, cioè quello espresso sotto forma di liquidità. E questo è perché la liquidità non investita con tassi negativi viene erosa dalle spese bancarie e dalle tasse sul conto corrente come il bollo. Se le banche italiane cominciassero ad applicare i tassi negativi sul conto corrente la cosa avrebbe lo stesso effetto di una patrimoniale vera e propria.

Le azioni possono essere la scelta per i prossimi anni

Tassi negativi però hanno favorito l'investimento azionario, come dimostra la crescita costante dei mercati borsistici, in quanto gli investitori reputano più conveniente impiegare i propri capitali a rischio.

Questa potrebbe rappresentare un'opportunità per gli investitori, soprattutto riguardanti il ceto medio ancora un pò reticente in alcuni paesi come il nostro verso l'investimento azionario. Per i prossimi anni, almeno fin quando non si verrà a determinare una spaccatura all'interno della BCE tale da portare ad un cambiamento di rotta verso una restrizione monetaria, le borse potrebbe proseguire la marcia rialzista supportata dall'ingresso di nuovi investitori poco soddisfatti dai (bassi) rendimenti alternativi e in caccia di high yield in grado di compensare gli effetti dell'inflazione.

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