Powell taglia i tassi: i mercati reagiscono bene ma la Cina frena

  • Il taglio dei tassi da parte della Fed arriva puntuale, ma Powell non fa capire di voler ripetere la cosa prima della fine dell'anno;
  • I mercati non si spaventano dal discorso di Powell e continuano a marciare al rialzo;
  • La Cina rallenta la propria economia e questo potrebbe essere un campanello d'allarme per il futuro;
  • Vola Fiat a Piazza Affari dopo l'accordo con PSA, dalla fusione tra i due big nascerà un gigante dell'auto da 50 mld;

La fed porta il tasso di sconto all'1,75%

Come ampiamente previsto Jerome Powell annuncia la riduzione del costo del denaro di un quarto di punto. Gli operatori si aspettavano molto dalla conferenza stampa, ma dalle parole del governatore non sono uscite frasi che fanno pensare ad un'ulteriore sforbiciata a dicembre, anzi... Intatti il numero uno della Fed ha confermato il buono stato di salute dell'economia americana e ha professato ottimismo per l'evoluzione del quadro macroeconomico. Inoltre ha aggiunto che provvedimenti supplementari saranno presi soltanto se l'inflazione comincia a dare segnali di preoccupazione.

I mercati reagiscono bene

Nonostante non vi sia stata un'apertura chiara verso una continuazione di una politica accomodante, le borse a Wall Street continuano a segnare rialzi con lo S&P che tocca quota 3050 e il Dow Jones che arriva in prossimità di 27200. A mercati chiusi arrivano poi i dati positivi delle trimestrali di due colossi come Apple (+2%) e Facebook (+4%). La società guidata da Tim Cook ha superato il consensus sia sui ricavi che raggiungono i 64 mld di dollari e cresciuti dell1,8% su base annuale e sia in termini di utili (13,7 mld anche se in calo rispetto ad un anno prima). La cosa importante è che le previsioni per il trimestre in corso che, per via dello shopping natalizio sarà il più significativo, il ceo di Silicon Valley prevede un fatturato tra gli 85,5 mld e  gli 89,5 mld. Facebook, dal canto suo, continua a produrre utili, nello scorso trimestre si è visto un incremento del 19% a 6,1mld e un bacino di utenza notevolmente aumentato sopratutto nel Nord America dove il mercato sta raggiungendo quasi il suo livello di saturazione.

La Cina rallenta e le borse ne risentono

Nella notte brutte notizie arrivano dall'indice manifatturiero cinese, arrivato al minimo da tre anni a questa parte e ben al di sotto delle stime degli analisti. Le previsioni prevedevano un ISM a 49,9 sotto la soglia di espansione ma migliore rispetto al dato precedente (49,8), invece il dato reale crolla a 49,3 il ché mostra una evidente contrazione dell'economia del Dragone per effetto della disputa commerciale con gli Stati Uniti. In Asia salgono con decisione Hong Kong (+1%), Tokyo (+0,3%) e Seoul (+0,9%), ma Shangai chiude sulla parità frenata appunto dal dato negativo.

A Piazza Affari brilla FCA

Il matrimonio tra Fiat Chrysler e PSA piace proprio al mercato e il titolo FCA vola al 10% in borsa. Nella serata di ieri è stato raggiunto il tanto atteso accordo per la fusione tra i due big del settore automobilistico, il cui prodotto consiste nella creazione di un gruppo che si piazzerà al quarto posto nella classifica globale dei costruttori di auto. La presenza di PSA nel consiglio di amministrazione sarà maggioritaria con 6 posti, mentre FCA ne avrà 5. Carlos Tavares, attualmente CEO di Peugeot sarà il nuovo amministratore delegato della società nascente, mentre John Elkann sarà il presidente.


Sul mercato valutario si indebolisce il dollaro

Dopo le prime parole di Powell il dollaro sale deciso nei confronti delle principali valute portandosi sopra 109 e raggiungendo un massimo di 109,30 nei confronti dello yen, a 110,73 verso l'euro e a 128,40 con la sterlina. Il mercato ha interpretato il discorso del governatore della Fed come un segnale di forza relativamente all'economia americana e quindi scarsa propensione della banca centrale a ridurre a breve ancora i tassi, per questo sono saliti in cattedra i tori. Poi però vi è stata un'inversione di tendenza, probabilmente il mercato ha percepito che non ci sono le condizioni per spingersi decisamente in una direzione e i cross sono rientrati ai livelli di prezzi di apertura delle contrattazioni se non, per il biglietto verde, a livelli più bassi.

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