Pil indiano in difficoltà

  • In passato la Cina era stata la prima a spaventare i mercati annunciando un calo del rendimento 
  • Sul fronte Pil, l'India potrebbe non raggiungere un 5% sul trimestre che si è chiuso a settembre
  • Tante le sfide e le difficoltà che gravano sull'economia della nazione

Nelle prossime ore l’India annuncerà i dati sul Pil del terzo trimestre (luglio-settembre). Stando alle prime anticipazioni si dovrebbe avere un risultato del 4,6%, in calo rispetto al 5% registrato nei tre mesi precedenti.

Pil indiano in calo

Si tratterebbe, qualora le cifre fossero confermate, del livello di crescita più basso dal 2013. L’India si andrebbe quindi ad aggiungere alla Cina nella lista delle potenze mondiali in fase di rallentamento economico. Qualche tempo fa i vertici politici di Pechino avevano avvertito che il Dragone avrebbe potuto mancare il suo obiettivo di un Pil tra il 6-6,5% per quest’anno. Non solo, ma nel caso si fosse riusciti a rientrare nel range, il risultato non sarebbe andato oltre la fascia bassa della forchetta. Adesso nemmeno l’India, altra grande protagonista dei BRICS, potrà più dichiararsi immune dal rallentamento economico su scala globale.

I problemi dell'India

A zavorrare l’economia sembrano essere le tante difficoltà in cui si trova la nazione. La prima è sul fronte finanziario con un rallentamento dei prestiti. Questo problema nasce anche dalle regole più stringenti sulla contabilità adottate dalla banca centrale indiana. A questo si aggiungano anche le debolezze viste sugli utili societari che impattano direttamente sugli investimenti e sul mondo del lavoro. Quest’ultimo gravato anche da una serie di riforme, rivelatesi poi negative, per le piccole e medie imprese. Riforme che sono state molto deludenti dal momento che la politica del primo ministro Modi è sempre stata parttiolarmente business-friendly.

Tentativi di riforme

Non ultimo il problema del settore agrario. Gli ottimi raccolti registrati nelle due ultime stagioni hanno avuto però la conseguenza di abbattere i costi e lasciare pochi soldi nelle tasche degli agricoltori. Nella speranza di risollevare le sorti per il 2020 (gli analisti sperano in una ripresa dei consumi) alcune riforme fiscali basate su, investimenti di stato, incentivi e tagli alle imposte.

La view degli esperti

In particolare a registrare la peggior crescita negli ultimi 8 anni è stata la produzione industriale. Per questo motivo gli esperti hanno ridimensionato le proprie previsioni. Si va da un 5,1% di ANZ a un 4,3% di DBS, passando per il 4,7% della media Reuters.Ben lontano dal 7% registrato nello stesso periodo del 2018.

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