Perché la BCE non è come le altre banche centrali

Il debito pubblico è una variabile in continua crescita, negli Stati Uniti ha toccato quota 110% in rapporto al PIL e si stima una crescita media del 4% annuo il ché significa che nell'arco di 30 anni raggiungerebbe la cifra gigantesca del 220%, in Giappone è fuori controllo da sempre e oggi si assesta al 240% del PIL ed è destinato inevitabilmente ad aumentare ancora. Ma in nessuno di questi due paesi sembra ci sia la minima preoccupazione di questo. Anzi in concomitanza vengono sfornati dati eccellenti che interessano tutta l'economia, tipo crescita sostenuta, disoccupazione di fatto azzerata...

In Europa permane l'incubo dello spread che si lega inesorabilmente al debito dei vari paesi che la rappresentano. La chiave di tutto sta nelle rispettive banche centrali, la qual cosa risalta l'anomalia della BCE che, come la FED e la BOJ,  è indipendente  ma lo è in maniera più paradossale. Vediamo meglio il perché.

La BCE nel suo mandato ha come compito prioritario quello della stabilità dei prezzi, quindi il target di inflazione al 2% è ciò che muove gli interventi sul mercato monetario. Altri obiettivi come crescita, occupazione, controllo dei tassi sono secondari. In particolar modo le è stato vietato dai trattati europei di intervenire direttamente sul mercato primario come prestatrice di ultima istanza per coprire l'offerta di titoli del debito pubblico rimasta inesitata. Tutto questo risente indubbiamente dell'influenza dell Germania la quale, da quando sono stati scritti i trattati, mal avrebbe digerito di rendersi partecipe in qualche modo delle finanze disastrate degli altri paesi. In questo quindi l'indipendenza dell'istituto di Francoforte è molto più accentuata rispetto a quella degli istituti americani e giapponesi. Questi ultimi, infatti, di fatto rifinanziano costantemente il debito dei loro paesi acquistando i titoli che giungono a scadenza e rinnovando gli interessi senza far passare la nuova emissione per il mercato primario.
Quindi paradossalmente la BCE è più indipendente come istituto in sè ma di fatto più dipendente dalla politica voluta dagli Stati, in particolar modo quelli virtuosi del Nord Europa, che non la vogliono legata alle vicende che riguardano la situazione interna dei vari paesi.

In Usa e in Giappone gli obiettivi di inflazione sono considerati alla stessa stregua di quelli di crescita, occupazione, tassi e debito, quindi FED e BOJ sono più presenti nella politica economica ad ampio raggio. Il rapporto stretto che vi è con il governo è anche dettato dal fatto che ad esempio i membri del board in America sono nominati dalla Casa Bianca, i membri del comitato esecutivo della BCE sono nominati dal Consiglio Europeo.

Quindi che senso ha avuto il quantitative easing promosso da Draghi? Partendo dal presupposto che comunque la BCE e la Germania per questo sono finiti davanti la Corte di Giustizia Internazionale per le accuse tedesche mosse contro il numero uno di Eurotower per violazione dell'art. 127 del trattato, rigettate dalla Corte stessa, in realtà il meccanismo attraverso cui la BCE ha fornito liquidità ai paesi UE è stato azionato sotto la condizione che gli stessi paesi si fossero sottoposti a severe misure di austerità per rimettere i conti in ordine
Le condizioni invece che impone la FED e soprattutto la BOJ sono molto più flessibili e allentate per non dire che di fatto non ci sono condizioni.

In sostanza la banca centrale americana e giapponese sono la banche rappresentative di un paese, quella europea fa riferimento a tanti paesi disgiunti da una politica fiscale diversa. E questa fa tutta la differenza del mondo.

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