Per qualcuno la guerra commerciale è una vera fortuna

  • La guerra commerciale che si sta dipanando ormai da quasi due anni potrebbe avere un vincitore
  • La Thailandia è uno dei “principali beneficiari” della guerra commerciale secondo Standard Chartered
  • Il baht thailandese si è “apprezzando fortemente” contro il dollaro statunitense

La guerra commerciale ha fatto tremare i mercati di tutto il mondo. E non solo. Persino le multinazionali hanno visto sotto pressione i rispettivi margini di guadagno. Il tutto senza voler citare gli sconvolgimenti sui mercati che un semplice tweet ben assestato è in grado di creare.

Il vero vincitore della guerra commerciale

Ma in questo caos c’è chi, secondo Standard Chartered, potrebbe essersi avvantaggiato. Il vincitore di questa guerra, ancora prima che finisca, sarebbe la Thailandia. La prova arriverebbe anche dal rafforzamento della moneta nazionale, il bath thailandese, sul dollaro statunitense. A conti fatti, da inizio anno, si parla del +6% sul biglietto verde. Ma in quale modo la nazione del sud-est asiatico beneficia della guerra commerciale USA-Cina? Secondo Clive McDonnell responsabile della strategia azionaria di Standard Chartered diverse aziende, in particolare società giapponesi, stanno cercando di spostare la loro produzione dalla Cina verso nazioni del Sud-Est asiatico. Ed il primo paese che, insieme al Vietnam, può giocarsi questa carta, è appunto la Thailandia.

Una nuova alleanza

Le interruzioni delle catene di approvvigionamento causate dalla guerra commerciale diventano dunque un’occasione per riuscire a correre sui mercati internazionali. Non solo, ma la strategia della nazione per riuscire ad essere appetibile, è andata anche oltre. Recentemente è stato varato un pacchetto di incentivi fiscali per le nazioni che, colpite dalle incertezze anche normative, della guerra commerciale, intendono spostare la loro filiera. Per questo motivo gli stimoli fiscali potrebbero convincerle a investire in Thailandia e creare nuovi impianti produttivi. Contemporaneamente la nazione sta anche diventando un punto di riferimento per Tokyo ed i suoi investitori, ormai principale fonte di investimenti esteri diretti della Thailandia.

Asia sotto i riflettori

L’Asia dunque torna sotto i riflettori e non solo più per la Cina. Recentemente, infatti, si era vista una nuova possibilità per chiudere quel patto commerciale nell’Asia del Pacifico su cui si lavora da anni. L’intesa avrebbe permesso la creazione di un polo commerciale che avrebbe coinvolto le principali economie della regione coprendo quasi un terzo del prodotto interno lordo a livello mondiale. Un accordo nel quale l’India, notizia di queste ore, ha deciso di non entrare.

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