Nuovo problema per gli Usa nella guerra dei dazi

  • Sebbene molte aziende Usa abbiano confermato di voler abbandonare la Cina, in poche sono in grado di farlo;
  • Molto difficile riprodurre catene di approvvigionamento già ampiamente collaudate;
  • Più facile che la produzione in Cina di prodotti statunitensi sia solo parzialmente abbandonata.

La collaborazione tra Usa e Cina è un problema ampiamente noto nella diatriba dei dazi. Più di una volta il presidente Usa Donald Trump ha affermato che i produttori statunitensi sono intenzionati ad abbandonare gli stabilimenti in Cina per trasferirsi altrove.

Addio Cina? 

Una volontà confermata anche dai diretti interessati. ma tra la teoria e la pratica le cose sono ben diverse. Infatti nell’eterna lotta tra Washington e Pechino, districare gli innegabili legami che li accomunano sembra essere molto più difficile del previsto. Infatti le catene di approvvigionamento il cui funzionamento è già stato ampiamente sperimentato in anni di collaborazione, saranno difficilmente districabili. Per evitare che il cambio delle dinamiche di approvvigionamento possa impattare negativamente sulla produzione, i nuovi accordi con le altre nazioni dovranno essere chiusi in tempi record ed i nuovi impianti di produzione dovranno essere operativi in tempi altrettanto stretti. Il tutto tenendo conto non solo delle tempistiche sulle forniture, tempistiche che dovranno essere mantenute, ma anche dei prezzi che dovranno ovviamente restare uguali.

Ecosistemi di produzione

Per creare queste reti occorrono anni non solo per stipulare i contratti ma anche per riuscire a ottimizzare la produzione e abbattere i prezzi. Distruggere tale ecosistema aumenterebbe i costi, che potenzialmente potrebbero essere trasferiti ai consumatori. In altre parole, se da un lato diverse aziende americane hanno pianificato di diversificare le loro produzioni fuori dalla Cina, in poche hanno confermato un addio totale alla collaborazione. E ancora meno sono intenzionate a riportare tutta la loro produzione negli Stati Uniti.

Un nuovo tipo di commercio

Le catene di approvvigionamento sono  molto difficili da assemblare e ugualmente difficili da districare come confermato anche da Stephen Roach, dell’Università di Yale. Quello che sembra emergere da questa guerra dei dazi appare sempre di più un nuovo concetto di commercio, più flessibile ma anche potenzialmente più incerto. Sembra quindi più facile che le aziende in questione limiteranno la collaborazione con Pechino ma senza abbandonarla del tutto. Almeno per il momento.

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