Nuovi dazi Usa in arrivo: le borse affondano

  • Le tariffe che Trump imporrà ai paesi europei e mondiali, Francia in testa, mettono in ginocchio i mercati;
  • Segnali di rallentamento dell'economia americana con l'indice dei direttori d'acquisto del settore manifatturiero sotto la soglia di espansione;
  • In Italia si discute sul MES e le tensioni parlamentari deprimono la borsa.


Nuove tensioni sui mercati

Come un fulmine a ciel sereno si scatena l'ira di Trump sui paesi con cui gli Usa hanno affari commerciali. La prima vittima è la Francia che aveva imposto la digital tax per le grandi società americane del web come Apple, Google e Amazon. Il tycoon ha annunciato ben 2,4 mld di nuovi dazi su prodotti alimentari come vino e formaggi e sulle borse avvertendo che la stessa sorte potrebbe toccare da qui a poco anche all'Italia, alla Turchia e all'Austria.  Questo a seguito della rimessa in azione dei dazi sull'acciaio e sull'alluminio di Brasile e Argentina come ritorsione per la svalutazione valutaria da parte di tali paesi.
A gettare benzina sul fuoco è stato anche Wibur Ross, segretario al Commercio della Casa Bianca, che ha fatto sapere che se prima del 15 dicembre non ci sarà il closing con la Cina, l'America introdurrà nuove tariffe.
La reazione dei mercati è stata violenta con il Cac40 che perde oltre il 2% così come gli altri indici importanti europei che chiudono la seduta sulla stessa lunghezza d'onda.

Cali diffusi anche a Wall Street

In Usa c'è stata la peggiore seduta degli ultimi 6 mesi, con lo S&P che va sotto dello 0,86%, il Dow Jones dello 0,96% e il Nasdaq dell'1,12%. Male tutti i settori, dall'immobiliare (-1,8%) all'industriale (-1,6%) e al tecnologico (-1,4%). Ad appesantire la sessione anche il dato sull'ISM statunitense che con 48,10 punti va sotto il consensus che lo dava a 49,2 e si mantiene abbondantemente sotto il livello di 50 che segna lo spartiacque tra espansione e contrazione economica. Questo potrebbe essere anche un dato preoccupante per gli operatori in ottica di tenuta dell'economia americana alle tensioni internazionali sul commercio e delle politiche decisionali della Fed in tema dei tassi. Infatti all'uscita del dato ci sono stati acquisti decisi sullo yen giapponese, come valuta rifugio, con il cambio usd.jpy che ha perso terreno passando da 109,70 a 108,90, mentre il Vix si è impennato guadagnando oltre 10 punti percentuali e toccando quota 15,25.
Sull'obbligazionario i tassi sono in salita sia sul breve con il rendimento biennale dei bond americani che sale all'1,6% di due punti base e sia sul lungo con i Treasury a 10 anni che toccano quota 1,84% di rendimento. Questo a seguito della presa di posizione della Fed in tema di tassi, visto che l'intenzione è quella di fare in modo che l'inflazione vada anche oltre il livello obiettivo del 2%.

Piazza Affari e lo spauracchio MES

Il listino milanese precipita a -2,28% in una giornata molto turbolenta dove in Parlamento le tensioni politiche sull'entrata in vigore del MES hanno raggiunto i massimi livelli. I disaccordi anche all'interno della maggioranza governativa hanno scatenato il panico con gli operatori che temono che la cosa possa avere delle pesanti ripercussioni soprattutto sul sistema creditizio. Lo spread intanto si è portato stabilmente sopra 171 punti.
Oggi a Londra Unicredi presenterà il piano strategico del gruppo. La previsione sarà di arrivare al 3,8% di NPL nel 2023 con ricavi medi dello 0,8% di crescita e dividendi distribuiti nei prossimi 3 anni di 8 mld di euro.

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