Non solo Brexit: presto la Scozia avrà il suo referendum

Chiunque abbia pensato che l’addio di Londra decretato dal referendum del 2016, fosse una parentesi, per quanto folle, nella vita di una già contrastata Unione Europea, si sbagliava.

Lo scherzetto della Brexit

Giusta, invece, era la visione di chi, guardando alla Brexit, la vedeva come una sorta di cavallo di Troia per le mire indipendentiste da tempo latenti in Gran Bretagna. E non solo. Già dalla Spagna, nell'autunno del 2017, si erano visti i primi riscontri con il referendum per l'indipendenza di Barcellona. 

In questi giorni, l’ultimo esempio, in ordine di tempo, arriva dalla Scozia. La battagliera regione, infatti, ha deciso di indire un secondo referendum per l’indipendenza entro il maggio 2021 con un disegno di legge che vedrà la luce già quest’anno. La conferma arriva dal premier scozzese Nicola Sturgeon che sottolinea la volontà di chiamare alle urne la popolazione prima della fine dell’attuale legislatura.

I tanti paradossi della Brexit

La Scozia, da sempre intenzionata ad ottenere l’indipendenza da Londra vorrebbe lasciare la Gran Bretagna per unirsi all’Unione Europea. Una situazione più che paradossale; infatti il precedente referendum del 2014 non venne vinto dagli indipendentisti proprio perché, qualora Edimburgo avesse ottenuto l’indipendenza, sarebbe stato considerato una nazione esterna all’Unione. In altre parole avrebbe perso tutti i privilegi derivanti dall’appartenere all’Ue, cioè quello che, di fatto, le sta succedendo adesso con la Brexit.

Una divisione anche sociale

Il referendum che ha sancito l’addio di Londra all’Unione ha anche evidenziato le sempre più ampie spaccature all’interno della società anglosassone. Da un lato, infatti, come già detto, Scozia e Irlanda del Nord hanno votato per restare nell’Unione, dall’altro il Galles e l'Inghilterra hanno invece preferito chiedere di uscirne. Una discrepanza che si accentua ancora di più se si pensa che, sempre all’interno della Gran Bretagna la popolazione urbana ha preferito restare.

Il nuovo referendum scozzese

Una situazione ancora più paradossale se si pensa che al referendum per la Brexit del giugno 2016, la Scozia aveva votato compatta per restare nel club dei 27. Ed è stata proprio questa la molla che ha fatto scattare l’idea di un nuovo referendum. Infatti come dichiarato dalla stessa Sturgeon, è stata proprio quella consultazione elettorale a dimostrare per l’ennesima volta il potere limitato che la volontà scozzese può esercitare nei confronti della politica nazionale. Il problema di fondo, però, è che allo stato attuale dei fatti nè Londra nè altri sanno come e quando avverrà la Brexit. 

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