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Mercati molli: gli investitori attendono il nuovo anno

  • Nuova riduzione di dazi da parte della Cina su tanti beni di largo consumo a dimostrazione di una predisposizione positiva nei rapporti commerciali verso gli altri paesi;
  • Non si fermano le borse americane che continuano a salire grazie agli ottimi dati macroeconomici;
  • Si sgonfia la bolla del palladio, mentre gli analisti prevedono la crescita del rame nel mercato delle materie prime.

La Cina abbassa altri dazi

L'inizio della settimana inizia in sordina per le borse asiatiche con gli operatori che ormai aspettano il 2020 per prendere posizioni sui mercati anche per non rovinare un 2019 che è stato stellare. Ci si chiede se questo accordo commerciale raggiunto tra la prima e la seconda potenza mondiale possa dare il là, a bocce ferme, ad una nuova ondata di acquisti sull'azionario anche e soprattutto considerando che le banche centrali potrebbero iniziare ad allentare i rubinetti del credito.
Intanto la Cina ha ridotto altri dazi su 859 beni di largo consumo, come ha comunicato nella notte il Ministero delle Finanze. Dagli smartphone alla carne di maiale congelata 400 miliardi di tariffe aggiuntive avevano interessato il commercio con il Dragone nel 2018 e questa decisione, sebbene non legata al recente accordo raggiunto con gli Usa, comunque contribuisce a rendere più fluidi i rapporti tra le parti.

Le borse americane su nuovi record

Inarrestabile la corsa degli indici statunitensi che macinano record su record sospinti anche dalle buone notizie che arrivano dall'economia a stelle e strisce, dove il PIL si conferma sui livelli previsti del 2,1% e i consumi privati passano dal 2,9% al 3,2%. In questo contesto il Vix continua a calare (-4%) raggiungendo quota 12 punti.
Fa notizia la crescita dei tassi di interesse sull'obbligazionario dove il bond biennale avanza all'1,63% e il Treasury a 10 anni all'1,92%. Questo rialzo può essere interpretato come un segnale del mercato al fatto che un'economia solida richiede un aggiustamento naturale dei tassi in linea con le condizioni di salute dell'economia stessa, ma su questo la Fed rimane vigile nel mercato interbancario di breve, dove ha fatto sentire negli ultimi tempi la sua presenza per riequilibrare i gap tra la domanda e l'offerta che si sono venuti a creare e che sopratutto nell'overnight avevano spinto pericolosamente in alto i tassi a breve.

Materie prime altalenanti

Sul mercato delle commodities, il petrolio subisce un calo deciso dell'1,2% a causa della ripresa del dollaro con il Brent che arriva a 65,90 dollari al barile e il Wti a 60,45.
Il palladio. dopo un crescita durante tutto il 2019 del 70%, comincia a sgonfiarsi e perde il 4% nell'ultimo giorno di  contrattazione e circa l'8% dal massimo storico raggiunto la settimana scorsa.
Si mette invece in evidenza il rame, anche grazie allo stemperarsi delle tensioni commerciali tra Usa e Cina. Secondo l'International Copper Study, il rally potrebbe continuare anche durante il 2020 in modo particolare se lo yuan come sembra dovesse continuare ad apprezzarsi compatibilmente con i rasserenati rapporti tra le due superpotenze e il mercato immobiliare cinese dovesse riprendersi.

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