Mercati asiatici in rosso: Trump firma l'emendamento su Hong Kong

  • Promulgato l'emendamento della Casa Bianca sulla questione Hong Kong, la Cina reagisce a muso duro;
  • La nuove tensioni sui mercati riportano un pò di avversione al rischio degli operatori, ma Wall Street tocca nuovi record;
  • La BCE e la Commissione Europea a trazione femminile unite a portare avanti riforme con lo scopo di garantire stabilità finanziaria all'Eurozona.


Tutto come prevedibile

La Camera e il Senato del Congresso avevano approvato a larga maggioranza la legge a favore dei dimostranti di Hong Kong, il presidente che è tutt'altro che un burocrate, non ha potuto però fare a meno di promulgare l'emendamento anche a costo di fare infuriare la Cina, come in realtà è stato. Ed infatti il ministro degli esteri cinese ha minacciato rappresaglie, non ben identificate, per un atto che viene considerato da quelle parti "malvagio e pericoloso". Che bisogna assistere ad un nuovo capitolo della lunga telenovela sui dazi? Lo vedremo nei prossimi giorni. Intanto le borse cinesi chiudono tutte in calo con il Nikkei di Tokyo che perde lo 0,2%, l'Hang Seng di Hong Kong e lo Shangai Composite in ribasso dello 0,4% e il Kospi di Seul che scende dello 0,3%.
Oggi le borse americane sono chiuse per la Festa del Ringraziamento quindi bisognerà aspettare le giornata di venerdì per vedere la reazione dei mercati. Per intanto Wall Street ieri ha chiuso la seduta tracciando nuovi record con il Dow Jones in salita dello 0,2%, lo S&P dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,7%.
Nella notte lo yen ha guadagnato terreno dopo la notizia portandosi intorno a 109,40 sul dollaro, dopo che durante la giornata di ieri il cross usd/jpy si è spinto in rialzo per il sesto giorno consecutivo toccando quota 109,60.

In Europa Lagarde e Von der Leyen scendono in campo

Larga maggioranza a Strasburgo per dare il via alla nuova commissione europea guidata da Ursula Von der Leyen. Il tema caldo al centro dell'attenzione degli Stati è la riforma del fondo salva stati che vede l'opposizione dell'Italia in quanto teme forme più o meno celate di commissariamento nel caso si dovesse verificare un intervento per banche e Stati in difficoltà. Nel frattempo Christine Lagarde, in carica al vertice della BCE dal primo novembre, ribadisce a gran voce il concetto che "l'Euro è il cemento che tiene uniti i paesi dell'Unione ed è per questo che è sicuro e stabile". Sul mercato valutario però la moneta unica subisce ancora la forza del dollaro che nella giornata di ieri ha provato a insidiare il supporto di 1,10 alla rottura del quale si potrebbe assistere ad una discesa più consistente.

Squilibri nel sistema finanziario globale secondo Francois Villeroy

Intanto un altro membro del Consiglio direttivo della BCE, il francese Francois Villeroy, lancia un monito sul sistema europeo finanziario che non riguarda le banche e le società assicurative in tema di regolamentazione, dichiarando che non si sono fatti progressi nel merito negli ultimi 10 anni così come è avvenuto per gli istituti di credito che oggi hanno recuperato solidità. Tutto questo, ha aggiunto Villeroy durante una lezione tenuta all'università di Tokyo, crea squilibri nel sistema finanziario globale.

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