Mega accordo tra i paesi Asia-Pacifico entro il 2020

  • Un accordo commerciale tra i Paesi dell’Asia Pacifico potrebbe essere chiuso nel 2020.
  • L’accordo (RCEP) creerebbe un importante blocco commerciale che copre un terzo del prodotto interno lordo globale
  • Gli analisti si aspettavano una serie di intese già dall’ultimo vertice dell’ASEAN svoltosi a Bangkok

In questi giorni si è svolto il 35 ° vertice dell’Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN) a Bangkok. Sul tavolo la possibilità di un accordo commerciale che avrebbe coinvolto le 16 nazioni ASEAN.

Cos'è l'RCEP

L’accordo atteso rientra nell’ormai noto e collaudato RCEP, il Partenariato economico globale regionale. Si tratta di un accordo di libero scambio tra i dieci Stati membri dell'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico e i suoi sei partner dell'ALS (Accordi di Libero Scambio). Tra le nazioni coinvolte ci sono Cina, Giappone, Corea del Sud, India, Australia e Nuova Zelanda. Qualora si arrivasse al perfezionamento dell’accordo, perfezionamento che a questo punto non arriverà prima del 2020, si avrà in Asia un importante blocco commerciale che copre un terzo del prodotto interno lordo mondiale.

Le dichiarazioni dei direti interessati

Molti speravano che almeno una ”conclusione sostanziale” ai negoziati ormai partiti anni fa (i primi contatti risalgono al 2012). Ma i rappresentanti della Thailandia, che ha la presidenza dell’ASEAN, hanno dichiarato semplicemente “l’impegno a firmare l’accordo RCEP nel 2020”. Nello specifico il portavoce del governo thailandese Narumon Pinyosinwat ha detto ai giornalisti che i ministri del commercio stavano ancora discutendo per la soluzione di diverse questioni in sospeso. Secondo le sue previsioni la firma ufficiale dovrebbe arrivare per il febbraio del 2020.

La posizione dell'India

Inizialmente si erano diffuse voci di un possibile ritiro dell’India, voci poi smentite. La riluttanza di Nuova Delhi ad aprire i suoi mercati è dovuta a quanto previsto dall’accordo in materia di tariffe. Infatti il testo cita il progressivo abbattimento dei dazi. Il che favorirebbe, secondo le autorità indiane, l'invasione di merci cinesi e prodotti agricoli australiani. Tutte eventualità che che danneggerebbero i suoi produttori locali. Diversa, ovviamente, la posizione della Cina che vede la chiusura dell’accordo come la possibilità di rafforzare la propria presenza e la sua influenza tra le nazioni già orbitanti nella sua sfera d'azione. 

0 - Commenti