McKinsey parla del futuro dell'Europa a Davos

 

Secondo quanto discusso al WEF di Davos, c'è un grande desiderio di cambiamento in Europa - in particolare dopo il risanamento economico - ma anche una persistente sfiducia nei sistemi politici, economici e sociali generali.

Ricostruire quella fiducia richiederà di affrontare contemporaneamente tutti i driver che sono alla base delle preoccupazioni dei cittadini e di sostenere lo slancio economico.

Di seguito, le tre considerazioni formulate da McKinsey per ricostruire la fiducia in Europa:

1. Ripristinare il dinamismo economico e gli investimenti per una crescita inclusiva che ripristini la fiducia nell’economia: nonostante la ripresa sia già presente, questa rimane disomogenea - e ricatturare lo slancio richiederà una rinnovata fiducia da parte delle imprese. Gli investimenti delle imprese sono ancora al di sotto dei livelli pre-crisi, pari al 12,4% del PIL nel 2016. Quando i leader d’azienda sono stati interrogati su cosa frena gli investimenti, questi hanno menzionato l'incertezza persistente e la debole domanda, che ostacola la crescita e la produttività.

2. Cogliere i benefici della globalizzazione, affrontando al contempo le reazioni negative contro il commercio internazionale e la migrazione delle persone: l'aumento dei flussi finanziari, di merci e di dati ha aumentato il PIL mondiale di almeno il 10%, aggiungendo quasi $ 8.000 miliardi al PIL, con l'Europa che è stata al centro di queste connessioni. Oggi, tuttavia, il continente deve affrontare una reazione negativa popolare contro il commercio internazionale - 1.600 misure protezionistiche dal 2009 ad oggi nei paesi del G20 - e la migrazione - circa 3 milioni di richiedenti asilo tra il 2015 e il 2017 -, due dei principi fondamentali della globalizzazione. Per i decisori politici e gli imprenditori, la complessa sfida futura riguarderà come cogliere i benefici della continua crescita di questi flussi mitigando le conseguenze negative, relative a disuguaglianza di reddito e coesione sociale.

3. Abbracciare l'automazione e l'intelligenza artificiale per conseguire una competitività sul lungo termine, affrontando al contempo le sfide relative al futuro del lavoro. Le tecnologie per l’automazione come l'intelligenza artificiale (IA) porteranno benefici in termini di aumento della produttività, sicurezza e performance aziendali, ma anche notevoli sfide di transizione. Per trarre giovamento dai benefici offerti, l’Europa deve investire di più in AI: nel 2016 gli investimenti europei sono stati pari a un valore tra $1.1 miliardi e $1.7 miliardi, contro valori che oscillavano tra i $1.5 - $2.5 miliardi in Asia e tra i $5 - $8 miliardi in Nord America.

 

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