Le borse si arenano: slitta la decisione sull'incontro Usa-Cina

  • Dopo che molti analisti avevano dato per scontato che presto ci sarebbe stato l'incontro per la firma dell'accordo sui dazi, arriva quasi inaspettato un cambio di rotta da parte cinese sul luogo della ratifica;
  • Gli operatori sul mercato diventano cauti e acquistano oro;
  • Unicredit vende l'8,4% di azioni in Mediobanca e migliora il CET1.

Dietrofront della Cina sull'incontro tra i due leader

Sembrava che tutto si fosse appianato, cioè che Trump e Xi Jinping avrebbero dovuto incontrarsi a Iowa, in casa del presidente americano, per la firma dell'accordo parziale sui dazi, invece vi è stato ieri il dietrofront da parte cinese come riporta Reuters che stanotte ha scritto che la proposta americana non potrà essere accettata da parte cinese che preferirebbe invece un luogo neutro per il meeting. L'Europa e in particolare Londra sarebbe un luogo caldeggiato da entrambe le parti ed è probabile che nei prossimi giorni la decisione verta in quella direzione.

Le borse frenano

Probabilmente il litigio dell'ultima ora ha convinto gli operatori a non cavalcare del tutto il rally e di pensare forse di inserire nel portafoglio qualche bene rifugio, infatti Wall Street chiude piatta con il Dow Jones e il Nasdaq praticamente invariati e lo S&P appena sopra la parità. In Asia il rallentamento è più evidente dove Shangai, Hong Kong e Taiwan perdono rispettivamente 0,3%, 0,3% e 0,6%, mentre Tokyo chiude sulla parità e l'Indonesia scende dell'1,3%. Salgono gli acquisti sull'oro che chiude a +0,5% ed è arrivato a 1.492 dollari l'oncia.

In Germania calo della produzione industriale

Notizie poco confortanti arrivano da Berlino dove le rilevazioni sulla produzione industriale della locomotiva tedesca mostrano un calo dello 0,6% oltre le attese che indicavano una diminuzione dello 0,4%. Questo dato si aggiunge ad altri non proprio esaltanti che danno l'idea dell'andamento in questo periodo dell'economia europea.

Il petrolio scende ancora

I leader dell'Opec proporranno durante l'incontro che si sosterrà a dicembre in seduta ufficiale la stabilizzazione dei livelli di produzione, non sembra che qualcuno abbia voglia di ridurre le quote per creare un surplus di domanda, il Brent e il Wti scendono entrambi raggiungendo i livelli di 61,7 e 56,33 dollari al barile.

Unicredit esce da Mediobanca

A Piazza Affari la notizia del giorno è stata ieri la cessione di una quota di partecipazione dell'8,4% del capitale azionario di Mediobanca da parte di Unicredit. I prezzi della cessione che sono stati proposti sono ad un livello leggermente scontato e tutta l'operazione dovrebbe rafforzare l'indice di solidità della banca, CET1, di 0,25. Il motivo della cessione è stato menzionato nel comunicato della società di Piazza Aulenti che ha definito la quota ceduta in Mediobanca come non strategica per le attività del gruppo. Nei primi nove mesi d'esercizio, la banca, ha fatto registrare un utile in progresso dell'8,2%, con ricavi che flettono del 2% e costi operativi scesi del 3,6%. Il margine di interesse e le commissioni si riducono rispettivamente del 2,2% e del 2,1%.
In borsa la reazione è stata composta ma speculare, Mediobanca ha perso l'1.06% mentre Unicredit ha guadagnato l'1,04%.

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