Le borse festeggiano l'accordo sui dazi: aggiornati nuovi record

  • Si rasserenano le borse dopo il tanto sospirato accordo commerciale tra Usa e Cina, vendite sull'obbligazionario per le prese di profitto;
  • Ingrana la quarta la borsa di Londra dopo le elezioni britanniche con il premier Johnson che accelera il processo per Brexit;
  • Approvata la manovra finanziaria in Parlamento, intanto si riduce lo spread BTP/Bund.

I mercati vedono positivo

La chiosa definitiva di Donald Trump, che ieri sera ha sancito la prima fase dell'intesa, ha dato ulteriore carburante ai mercati finanziari che riprendono galoppare con Wall Street che si posiziona su nuovi top storici. Ancora meglio fanno nel complesso le borse asiatiche con rialzi anche oltre il punto percentuale.
Al momento però ci sono dei punti oscuri dell'accordo che verranno chiariti verosimilmente a gennaio e che riguardano la tanto dibattuta questione sulla proprietà intellettuale e l'accesso al mercato cinese da parte delle aziende americane. Ma ciò che attualmente ha rasserenato i  mercati riguarda lo stop all'ondata dei dazi commerciali che sarebbero dovuti partire il 15 dicembre e che avrebbero messo in ginocchio l'economia dei due Stati.
La ridotta avversione al rischio ha favorito la presa di profitto sull'obbligazionario con i Tbond a 10 anni che sono saliti a un rendimento dell'1,87% anche a causa dell'intervento della Fed nelle operazioni di pronti contro termine che sta attuando a cavallo della fine dell'anno in corso e dell'inizio del nuovo anno per scongiurare una crisi di liquidità di breve sul mercato interbancario.

Vola il London Stock Exchange

La borsa di Londra mette a segno la migliore seduta dell'anno con un +2,6% a dimostrazione del fatto che la depressione dei mercati britannici dovuta all'effetto Brexit è ormai alle spalle. A dare spinta al listino londinese la notizia che Boris Johnson inserirà nel disegno di legge sulla Brexit una clausola che impedisce al Parlamento di allungare il processo di transizione oltre la fine del 2020 quindi, una volta che dopo il 31 gennaio Londra avrà salutato l'Europa, le parti dovranno mettere a punto un accordo commerciale sulle relazioni future. La sterlina nel frattempo recupera il gap del dopo elezioni e si riporta sotto 1,33 sul dollaro.

Si riduce lo spread italiano e il Senato approva la manovra

Dopo le agitazioni all'interno della maggioranza governativa finalmente in serata il Senato approva il testo sulla finanziaria con 166 voti favorevoli e 128 contrari, ora il testo passerà al vaglio della Camera. Tra le novità il taglio del cuneo fiscale per 3 mld e il deficit strutturale di 2,2% sul PIL con una correzione dello 0,1% rispetto allo 0.6% voluto dall'Europa, ma con l'introduzione di clausole di salvaguardia di 20 mld per l'IVA e 27 mld per accise da tramandare alla prossima finanziaria bollente.
Intanto nel pomeriggio lo spread si era ridotto a 155 punti base e Piazza Affari si è mostrata ben intonata con un rialzo dello 0,84% e con il settore bancario in evidenza dopo il salvataggio decretato dal governo per la Banca Popolare di Bari. In particolar modo in luce le due big del settore: Unicredit sale dell'1,8% dopo il piano del 2023 che prevede la distribuzione di 8 miliardi tra dividendi e buy-back e Intesa San Paolo cresce dello 0,8% dopo la notizia che potrà esercitare l'attività di wealth management in Cina.

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