Le borse affondano: incertezze sull'esito dell'accordo Usa-Cina

  • Le borse asiatiche vanno al tappeto dopo l'ultima presa di posizione del Congresso statunitense a favore dei dimostranti di Hong Kong e dell'avanzato scetticismo riguardo l'accordo sui dazi;
  • Anche i listini americani arretrano coinvolti nel clima di tensione generale;
  • Lascia molte perplessità la riforma dell'ESM presentata da Francia e Germania che metterebbe alle corde gli stati più deboli;
  • Accuse di corruzione lanciate da Generale Motors ad FCA in merito alla fusione con PSA.

Profondo rosso per le borse asiatiche

Seduta molto depressa per i mercati orientali dopo che Reuters ha scritto che l'accordo tra la prima e la seconda potenza mondiale potrebbe slittare oltre il 15 dicembre, data in cui partirà una nuova ondata di dazi commerciali, il ché darebbe il via probabilmente alla possibilità che Donald Trump decida di introdurne altri. A Pechino la situazione è molto tesa visto anche lo "sgarbo" da parte del Congresso Usa che ha sostenuto i teppisti di Hong Kong.
Le borse reagiscono di conseguenza e affondano sotto un clima di tensione, con il Nikkei che perde lo 0,8%, l'Hang Seng l'1,6%, il CSI300 lo 0,5% e il Kospi l'1,8%.

Anche Wall Street giù

Dopo gli ultimi record i listini americani ritracciano e chiudono in negativo di mezzo punto percentuale di media. A soffrirne sono i settori che in qualche modo sono esposti verso la Cina come quello delle materie prime in calo dell'1,2%, degli industriali che scende dello 0,8% e quello tecnologico che arretra dello 0,7%. Mentre in grande spolvero si mostra il comparto energetico che avanza dell'1% grazie alla grande reazione del petrolio che recupera tutta la perdita sostenuta nella seduta precedente crescendo del 3,4%, con il Wti a 57,7 dollari al barile e il Brent a 62,2.

In Europa fa discutere la riforma dell'ESM

I paesi del Nord Europa, capitanati da Francia e Germania, portano avanti convintamente la riforma del fondo salva stati che entrerebbe in vigore, secondo i nuovi dettami, solo se ricorrono determinate condizioni legate all'indebitamento di uno Stato e all'esposizione del sistema bancario nei confronti di quello Stato. L'alternativa è quella di venire commissariati perdendo di fatto l'autonomia nel decidere la politica economica del paese. La proposta non è stata accolta con favore da parte dei paesi dell'area mediterranea che correrebbero il rischio di venire un pò estraniati dalla politica comune dell'Eurozona, però sull'obbligazionario si sono registrati degli acquisti, in particolare sul nostro BTP che tocca un rendimento dell'1,19% nonostante la situazione molto incerta che riguarda temi caldi come il caso ex-Ilva e la stabilità del governo.

Attese per il titolo FCA dopo la denuncia di General Motors

Tensioni sul Lingotto dopo che General Motors ha denunciato FCA accusandola di aver pagato tangenti nel negoziato con il sindacato United Auto Workers allo scopo di ottenere vantaggi economici. La reazione è stata immediata, dagli uffici della sede di FCA fanno sapere che la compagnia americana sta cercando in tutti i modi di speronare la fusione in atto con PSA ostacolando gli obiettivi di crescita dell'azienda. Sarà interessante vedere come i mercati oggi accoglieranno la notizia e se riterranno infondate o meno le illazioni da oltreoceano.

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