La tempesta (quasi) perfetta dei mercati finanziari

Ciao ragazzi,

nelle ultime due settimane aleggia un'aria di angoscia tra gli operatori, non è chiara la reale intenzione delle "smart money", ovvero le mani forti.

Nell' ultimo webinar "In linea con l'Economista" di giovedì 11 ottobre parlammo proprio come i mercati stiano ripetendo il crash di febbraio, seppure in maniera meno intensa ma più prolungata.

Ciò che fa preoccupare è che sia avvenuto proprio sul mercato americano, dove ancora non si vedono segnali d'allarme nell'economia statunitense.

La Fed e il suo rialzo dei tassi, la guerra commerciale, l'appiattimento della curva dei rendimenti del bond americano, il forte indebitamento delle imprese americane, sono tra le ragioni più importanti di questo forte ribasso.

Aggiungiamo il VIX che è tornato sopra 22, le materie prime al ribasso, il Brexit e l' Europa verso il tapering con la totale incertezza di ciò che succederà quando Mario Draghi toglierà denaro sonante al mercato.

Cosa conta veramente? I fatti. Il mercato ha subito un brusco ridimensionamento ad Ottobre e le probabilità di una serie inversione al rialzo sono ancora molto scarse. I livelli chiave dei principali indici saranno rivisti in articoli successivi. 

Seppur il mercato possa rispettare un salutare pullback, i livelli da rompere per un'inversione sono molto lontani. In questi casi le mani forti sono solite creare trappole rialziste, dove ingabbiare gli incauti. E la formazione di un climax ribassista porterà alla formazione di nuovi minimi annuali. Se accumulazione sarà, abbiamo bisogno di tempo e la creazione di un range ben definito. 

Novembre solitamente rialzista potrebbe portare delle brutte sorprese e annullare qualsiasi possibilità di vedere il rally di Natale. Sarà importantissimo capire cosa faranno i mercati dopo le elezioni di mid-term del 6 Novembre, una sorta di referendum per capire la forza di Trump all'interno del governo americano.

Non voglio essere pessimista, nè voglio dire che il mercato ha cominciato un'inversione di lungo termine. Bisogna essere realisti e capire che qualcosa si è incrinato.

Le mani forti stanno giocando le loro carte un pò alla volta e non mi meraviglierei se, nel momento in cui sembri tutto perduto, attuassero una mega inversione con formazione di nuovi massimi annuali. E questo ribasso rimarebbe ciò che per ora è stato dalla scorsa settimana: un salutare scarico di posizioni rialziste per comprare a prezzi migliori. La volatilità è aumentata enormemente dall'inizio dell'anno ed è logico mettere questa ipotesi sul tavolo.

Se tutti vediamo la stessa cosa, è quando bisogna dubitare. Ed è in questo momento che le mani forti ci sorprendono.

Seguiranno aggiornamenti.

STAY TUNED!

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> "In linea con l'Economista" torna giovedì 15 novembre alle 18.00. Iscrizioni QUI

3 - Commenti

andrea bardelli - 29 ottobre 15:55 Rispondi

La liquidità sul mercato si sta prosciugato piano piano. 

Per me il succo del problema sta tutto qui.

Non penso che il mercato crollera ora negli USA, ma il rimbalzo per me sarà per i tonni che resteranno impigliati nella rete. Concordo con te: qualcosa si è incrinato

Riccardo Zago - 29 ottobre 16:04 Rispondi

Bell'articolo grazie Giancarlo

massimo bonetti - 29 ottobre 17:51 Rispondi

Che dire..sei un faro nel mare in tempesta...vediamo se si calma o peggiora.

Grazie