La stagflazione: se dovesse salire il prezzo del greggio

Perché la stagflazione è una minaccia

Le basse quotazioni del greggio attualmente sono una vera manna dal cielo per l'Europa. Il motivo risiede non tanto nel contenimento delle spese dell'import e quindi nel miglioramento della bilancia commerciale, ma quanto nella scongiura di un fenomeno che se si dovesse verificare sarebbe funesto per il continente: la stagflazione.

La combinazione fatale che si potrebbe creare tra recessione in cui versa l'Eurozona attualmente e la crescita dei prezzi non dovuta ad un aumento della domanda ma a fattori contingenti esterni, sarebbe quanto di peggio ci si possa attendere. Normalmente questo avviene o quando vi è una crisi valutaria che si riflette poi sui fattori produttivi o quando vi è un incremento del costo delle materie prime come nella fattispecie trattata.

L'offerta di petrolio per ora tiene

In questi giorni il principe saudita Adbullaziz bin Salman ha dichiarato che gli impianti petroliferi sauditi dopo l'attacco iraniano sono stati completamente ripristinati e sono nuovamente in funzione. Questo ha sicuramente dato un segnale al mercato di piena ripresa dell'efficienza energetica e quindi, dopo che l'offerta era crollata del 5%, ha ripreso il suo equilibrio impedendo impennate del prezzo del greggio. A rafforzare una situazione siffatta si è aggiunta la dichiarazione del segretario generale dell'Opec Mohammed Barkindo che ritiene che nonostante un calo di oltre il 20% del valore dell'oro nero non sia ancora il momento per tagliare l'offerta.

Cosa potrebbe succedere se il petrolio iniziasse un trend al rialzo

Insomma di offerta di petrolio ce n'è ancora tanta e il pericolo di una spirale negativa che faccia lievitare il costo della materia prima per il momento non si vede. Ma questo quanto può durare? Di certo i mercati guardano attentamente all'evoluzione del negoziato tra Cina e Usa in merito ai dazi e se esso dovesse avere esito positivo non è escluso che un aumento cospicuo di domanda potrebbe mettere in moto un rally del petrolio per i prossimi anni. Se si dovesse verificare uno scenario del genere la mazzata per un'Europa che non cresce sarebbe letale, farebbe in un attimo riportare alla memoria gli anni degli schock petroliferi che causarono inflazione galoppante e decrescita nello stesso tempo, cioè stagflazione. A quel punto la BCE non potrebbe nascondersi dietro nessun obiettivo di inflazione per riversare denaro a pioggia sui mercati e si troverebbe costretta ad aumentare immediatamente i tassi, con tutti i riflessi del caso sui debito pubblico dei vari paesi. Questi infatti vedrebbero scoppiare i propri bilanci dovendo pagare interessi nominali, sul combinato aumento tassi più inflazione, elevatissimi. Far riemergere tutte le contraddizioni della politica monetaria accomodante non so se farebbe svegliare i governi ad adottare una politica fiscale che stimoli la crescita, ma a quel punto non potrebbero demandare il compito a nessuno stimolo monetario che ne faccia le veci.

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