La protesta di Hong Kong paralizza le borse asiatiche

 

  • Gli scontri di piazza ad Hong Kong con altri feriti deprimono le borse asiatiche;
  • La crisi dell'Ilva mandano in alto il rendimento dei BTP anche se il Ftse Mib tiene;
  • Nuova corsa ai beni rifugio in attesa che si stemperi qualche tensione a livello internazionale.

Calvario nel mercato asiatico

Cali diffusi stanotte in tutte le borse dell'area Asia-Pacifico, ad eccezione di Sidney che guadagna lo 0,6%. Il clima rimane incandescente con gli scontri di piazza ad Hong Kong che ogni volta portano almeno un ferito grave, come accaduto stanotte quando le autorità sanitarie hanno comunicato che un manifestante è stato sottoposto ad intervento chirurgico per una ferita da arma da fuoco.
Reagiscono male i mercati di Hong Kong che perde il 2%, di Shangai che segna un -1%, di Seul -0,2% e di Tokyo che, dopo un avvio positivo, termina la seduta con una flessione dello 0,2%.
A peggiorare la situazione è stata anche la chiusura da parte statunitense al ritiro incondizionato di tutti i dazi commerciali imposti alla Cina. La cosa infatti è stata percepita dal mercato come l'ennesimo intoppo di una trattativa che sembrava ormai in dirittura d'arrivo.
Il cambio dollaro yuan è tornato nuovamente sopra quota 7.

Risale il rendimento del BTP

Il contesto internazionale e le divisioni interne del governo riguardo la crisi dell'Ilva trasferiscono incertezza sui nostri titoli spingendo il rendimento del BTP fino ai livelli che non si vedevano da più di due mesi, ossia all'1,19%, con lo spread che sale a 154. Piazza Affari per ora rimane calma e la chiusura di venerdì (+0,13%) va interpretata come una pausa nell'attesa che le questioni sul piatto possano essere definite. E' in programma un incontro tra il premier Conte e i vertici della multinazionale franco-indiana ArcelorMittal per tentare una soluzione in extremis che possa evitare il ritiro della compagnia. Intanto la fine dell'anno si avvicina e la finanziaria è alle porte, cosa che potrebbe creare qualche tensione sul listino di Palazzo Mezzanotte.
Sarà importante capire dall'avvio delle contrattazioni della settimana se il mercato sia intenzionato ad avviare un correzione, approfittando del clima non positivo, per riequilibrare livelli di prezzi che secondo molti analisti sono sopravvalutati.

Sul valutario subentra l'avversione al rischio

Gli operatori preferiscono non prendere posizioni toro e ricorrono a valute rifugio come il dollaro e lo yen. La sterlina, in particolare, dopo che nei giorni passati aveva lambito 1,30 sul dollaro, torna sotto 1,28 in via prudenziale in attesa dell'esito delle elezioni governative del 12 dicembre, così come il Usd.Jpy non riesce a superare la resistenza attuale di 109,50 e ritraccia verso 109, mentre l'Eur.Usd si stabilizza a 1,102 registrando una perdita nell'ultimo mese e mezzo dell'1,3%. Rialza la testa l'oro, quindi, che come bene rifugio si fa sempre sentire quando sui mercati prevale l'incertezza. Infatti il metallo giallo, salendo dello 0,4% si porta a 1.465 dollari l'oncia.

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