La nuova tassa dello 0,4% sui CFD spiegata bene

Il mondo del trading si è svegliato con una doccia fredda questa mattina leggendo i report di un emendamento alla finanziaria targato Calandrini, de Bertoldi e La Pietra (Fratelli d’Italia) che tira in ballo un raddoppio della famigerata Tobin Tax ampliando, a quanto titolavano le testate d’informazione questa mattina, a tutti i CFD (contratti per differenza) negoziabili sulle piattaforme online.

Il testo dell’emendamento 47.9, approvato in Senato seppure con parere contrario del governo giallorosso, nel comma 3-bis cerca di mettere un freno al crescente problema dei broker truffaldini e delle leve eccessive (in violazione delle disposizioni ESMA del 2018), ma combina un vero e proprio disastro al comma 3-ter.

Il comma menziona “transazioni concluse su reti telematiche e/o di telecomunicazioni aventi oggetto contratti per differenza (CFD)” ovvero la tipologia più diffusa di strumento finanziario che gli italiani utilizzano per la loro quotidiana attività di trading sui mercati sottolineando che l’imposta sul nozionale negoziato (Tobin Tax) sale dallo 0.2% allo 0.4%, un’enormità per la negoziazione a leva che rischia di tagliare le gambe al trading online a partire dal 2020 se dovesse applicarsi non solo al mercato italiano, ma a tutti i CFD disponibili sulle piattaforme dei broker online.

Tanto per intenderci, una tassa dello 0.4% sul controvalore di un microlotto (controvalore 1000 o lottaggi 0.01) di EURUSD raggiungerebbe i 4 euro per coprire i quali servirebbero oltre 40 pips di oscillazione a nostro favore per quell’unica operazione.

Il comma 3-ter fa riferimento al comma 492 della legge 228 del 2012 che a sua volta richiama il 491 della stessa legge che recita “Il trasferimento della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi di cui al sesto comma dell'articolo 2346 del codice civile, emessi da società residenti nel territorio dello Stato, nonché di titoli rappresentativi dei predetti strumenti indipendentemente dalla residenza del soggetto emittente, è soggetto ad un'imposta sulle transazioni finanziarie con l'aliquota dello 0,2 per cento sul valore della transazione”.

Tradotto dal politichese: sono oggetto di Tobin Tax tutte le azioni italiane e indici azionari italiani negoziati sia direttamente che attraverso strumenti finanziari e derivati (quindi anche i CFD), indipendentemente che l’intermediario sia italiano o estero.

Passato lo spavento iniziale per gli effetti potenzialmente devastanti per il nostro normale trading online, rimangono comunque dubbi sull’interpretazione della norma.

Abbiamo consultato avvocati ed esponenti politici di maggioranza e opposizione che concordano nell’interpretazione che il testo si riferisce al solo mercato italiano.

Si ringrazia Emanuele Rigo per questo scritto.

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7 - Commenti

Matteo Montu'

Matteo Montu' - 11 dicembre 17:40 Rispondi

Federico Ortolani

Federico Ortolani - 11 dicembre 20:06 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 12 dicembre 09:04 Rispondi

Vince Everett

Vince Everett - 12 dicembre 10:07 Rispondi

Matteo Montu'

Matteo Montu' - 12 dicembre 11:32 Rispondi

Roberto Irace

Roberto Irace - 12 dicembre 21:45 Rispondi

cesare ruggeri

cesare ruggeri - 13 dicembre 08:59 Rispondi