La crisi politica? Potrebbe essere positiva per l’Italia

La crisi di governo ha scalfito solo leggermente il Ftse Mib e ancora di meno lo spread il quale, insieme al rendimento del Btp italiano, non ha fatto altro che scendere.

Nessun pericolo da spread e Btp

Un comportamento anomalo in considerazione delle tante incertezze che una crisi di governo porta con sé. Ancora di più se si pensa che in questa occasione specifica non solo non ci sarebbero, in teoria, i numeri per una nuova maggioranza, a meno di altre convivenze forzate tra PD e M5S, ma nemmeno il nome di un eventuale nuovo premier. Infatti, qualora si riuscisse a mettere d’accordo le due anime di un governo rossogiallo, si dovrà inevitabilmente affrontare l’ostacolo del nome. Infatti il PD rifiuta un Conte-bis mentre Conte è proprio il nome che vorrebbero presentare i pentastellati al presidente Mattarella come candidato per un nuovo mandato.

Le previsioni

Secondo la comunità degli analisti, la crisi politica italiana potrebbe essere positiva per la nazione. Il motivo? Dal punto di vista dei mercati, nulla può essere peggio della coalizione gialloverde appena estinta. Infatti non sono mai piaciute le iniziative prese in materia economica: da un lato il reddito di cittadinanza dei grillini, dall’altro una serie di tagli alle tasse promossi dalla Lega. In entrambi i casi una spesa più elevata che mal si concilia con le richieste di rigore avanzate da Bruxelles.

Attualmente gli esiti che si vedono all’orizzonte sembrano essere solo due: una coalizione tra M5S e Partito Democratico (PD), oppure nuove elezioni, con il rischio di una coalizione di destra guidata dalla Lega. Infatti i sondaggi danno alla Lega il 36% delle preferenze (in aumento) contro un 19% del Movimento. 

Gli scenari

Nel primo caso, cioè con una coalizione PD-M5S, ci sarebbe la possibilità di far rientrare l’emergenza delle clausole di salvaguardia. Il problema, però, sarebbe la durata (non è ancora chiara la natura di questo eventuale esecutivo), nel secondo si aprirebbero nuove crepe con l’Europa oltre alle politiche economiche che verrebbero varate. Preoccupa, in quest’ultimo caso, l’approccio economico di stile “trumpiano” di Salvini. Una prova è la manovra da 50 miliardi che la Lega intenderebbe presentare e che potrebbe contenere misure fiscali shock.

Il trumpismo di Salvini

La differenza con l'inquilino della Casa Bianca è che, alla fine, per quanto azzardate, le decisioni di Trump possono essere sorrette da un’economia che, oltre ad essere ancora la prima potenza mondiale, presenta comunque numeri incoraggianti sia sul fronte del lavoro che dei consumi. Salvini, invece, non ha un asso nella manica di questa portata. 

 

2 - Commenti

Filippo Cova

Filippo Cova - 22 agosto 11:49 Rispondi

Tiziano Piccioni

Tiziano Piccioni - 22 agosto 20:47 Rispondi