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L'inflazione cinese cresce: borse fiacche

  • Notizie preoccupanti sui prezzi al consumo cinesi in un periodo in cui l'economia della nazione rallenta;
  • Situazione stabile nei mercati azionari dove gli operatori rimangono in attesa di notizie in tema di dazi prima del fatidico 15 dicembre;
  • Saudi Aramco domani sbarca ufficialmente in borsa, le aspettative sono di forte richiesta per i titoli della compagnia petrolifera dopo il grande successo dell'IPO.

Dati negativi dalla Cina

Chiusura senza spunti dei listini asiatici nella notte dopo la pubblicazione dei risultati sull'indice dei prezzi al consumo della seconda potenza economica mondiale. I dati non sono confortanti, l'inflazione è cresciuta in novembre del 4,5% battendo le previsioni degli analisti che la davano al 4,4% e superando abbondantemente quella di ottobre al 3,8%. Il motivo risiede nel fatto che la Cina, essendo un grande importatore di carne di maiale, ha subito l'aumento del prezzo all'importanzione per effetto della peste suina africana. Questo è poco confortante per l'economia del Dragone in quanto lascia poco spazio di manovra alla Banca Popolare Cinese che avrebbe necessità di perseguire una politica monetaria accomodante per rilanciare il paese, depresso negli ultimi anni dalla guerra commerciale. I dati sull'export pubblicati ieri hanno evidenziato ancora un calo per il quarto mese consecutivo, a tal proposito.

Anche Wall Street rallenta

Cali generalizzati anche nei listini americani dopo tre sedute consecutive al rialzo, in attesa che arrivi la tanto sospirata notizia di un accordo sui dazi prima della deadline del 15 dicembre. Il Dow Jones perde lo 0,4%, così come il Nasdaq e il Russell 2000, mentre leggermente più contenuto è il ribasso dello S&P allo 0,3%.
I settori più colpiti sono quelli sanitario (-0,7%), delle utilities (-0.5%) e tecnologico (-0,5%) con Apple che perde l'1,4% dopo aver raggiunto i massimi storici. Sale il VIX del 4% a 15,85 punti.
Stabile il mercato obbligazionario riguardo la differenza di rendimento dei titoli a lungo rispetto a quelli a breve. Infatti sia i bond a scadenza decennale che quelli a scadenza biennale perdono un punto percentuale e si assestano rispettivamente all'1,83% e all'1,62%.
Si attende anche l'ultima seduta dell'anno della Fed che non dovrebbe riservare sorprese, ancor più dopo le brillanti rilevazioni sul mercato occupazionale di venerdì. Infatti il valutario è pressoché fermo, il ché dà l'idea di come il mercato non stia scontando decisioni in tema di politica monetaria nè in una direzione nè in un'altra.

Saudi Aramco sbanca il mercato

Domani arriva il tanto atteso giorno della quotazione in borsa della più grande compagnia petrolifera mondiale. I risultati dell'IPO sono stati eccezionali, con 29,4 miliardi di dollari incassati e 3.450 miliardi di azioni vendute dopo che la stessa compagnia ha esercitato l'opzione greenshoe per vendere un ulteriore 15% di azioni. La sensazione degli operatori è che il primo giorno di contrattazione sarà determinato da volumi imponenti perché tra i 5 milioni di sauditi che hanno fatto richiesta di avere le azioni in sede di IPO non tutti sono stati accontentati, quindi l'idea è che molti tenteranno di acquistarle nel secondario. Inoltre la compagnia ha dato un incentivo agli investitori, cioè un bonus del 10% di azioni in più rispetto a quelle possedute se il titolo viene detenuto per almeno 6 mesi.

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1 - Commento

Paolo Pugliani

Paolo Pugliani - 10 dicembre 23:18 Rispondi