L'economia cinese rallenta: ma i mercati rimangono stabili

 

  • Il passo indietro dell'economia cinese  e le difficoltà di trovare un accordo sui dazi penalizzano le borse d'oriente senza però creare troppi scompensi;
  • Powell si mostra ottimista sul futuro dell'economia americana e rilancia la possibilità di intervento se le condizioni generali lo dovessero richiedere;
  • La Merkel ha detto sì al salvataggio di NordLB, l'operazione comporterebbe un esborso di denaro pubblico di 3,6mld

Dati macroeconomici negativi da Pechino

Nella notte vengono diffusi dati poco incoraggianti riguardo l'economia cinese che non può non risentire della guerra commerciale in atto e del clima di sfiducia per l'agognato traguardo di un accordo sui dazi. La produzione industriale di ottobre cala a +4,7% da +5,8% e sotto il consensus che la dava a +5,4%. Anche il responso delle vendite al dettaglio registra un rallentamento a +7,2% da +7,8% e ben al di sotto delle previsioni (+7,9%). Queste notizie confermano che dopo anni di grande espansione economica il Dragone si trova ad affrontare un periodo di difficoltà che potrebbe anche essere strutturale se la cosa dovesse prendere la piega che nessuno si augura anche perché le economie di molti paesi sono legate a doppio filo con le sorti della Cina.
Ad aggravare la situazione una news da parte del Wall Street Journal che scrive che da parte cinese non c'è intenzione di sottoscrivere un accordo con gli americani che preveda un impegno sistematico e preciso da parte delle aziende asiatiche in merito al trasferimento di tecnologia, mentre nel frattempo Trump, verso cui si discute al Congresso del suo processo di impeachment, dichiara che gli Usa venderanno 50mld di dollari all'anno di carne di maiale, soia e altri prodotti agricoli.
Tuttavia le borse asiatiche scendono senza subire traumi con Hong Kong che perde l'1,09%, Singapore lo 0,49% e Seul che guadagna lo 0,39%. In calo Tokyo dello 0,76% dopo i brutti dati sul PIL del terzo trimestre che aumenta solo dello 0,1% da 0,4% su base trimestrale e dello 0,2% dall'1,8% su base annuale.

Wall Street sostenuta da Powell

Se le borse cinesi vivono un periodo di moderata turbolenza, i listini americani raggiungono livelli mai visti con lo S&P (+0,07%) che si aggira intorno a 3.100 punti e il Dow Jones (+0,33%) che raggiunge 27.780 punti.
A spingere i mercati americani le rassicurazioni di Powell, intervenuto ieri al Congresso, che ha ribadito che l'economia americana è in costante crescita e il fronte occupazionale non desta preoccupazioni di nessun tipo, inoltre ha sottolineato ancora una volta che la Fed è pronta ad intervenire se il quadro economico dovesse volgere al peggio.
A trascinare il Dow Jones in particolare è stata la performance di Disney (+7%) che ha annunciato di aver raggiunto la quota di 10 milioni di abbonati in un giorno relativamente al servizio di streaming, mentre nel dopoborsa crollo di Cisco (-4,7%) a causa di una trimestrale negativa di molto inferiore alle attese.

In Europa borse in discesa

Cali vicino al punto percentuale delle borse europee. Dopo la proposta della Merkel di dare vita ad un'unione bancaria europea, ieri la cancelliera tedesca si è detta favorevole al salvataggio di NordLB a forte rischio di fallimento. In tal caso gli enti pubblici tedeschi che metteranno denaro per 3,6 mld verrebbero equiparati ad enti privati contravvenendo alle regole del Bail in. Tutto ciò potrebbe creare un precedente pericoloso in considerazione di eventuali prossime crisi bancarie che potrebbero avvenire in altre parti dell'Europa.

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