Jackson Hole: è il giorno di Powell

Il governatore della Federal Reserve Jerome Powell avrà oggi l’arduo compito di convincere i mercati, attraverso il suo intervento al meeting di Jackson Hole, sulla sua politica finanziaria finora vista come titubante.

Le previsioni dei mercati

Una titubanza che, se intravista, potrà provocare nuove incertezze e volatilità sui mercati. Gli operatori, come anche il presidente Usa Donald Trump, sperano in una serie di tagli sui tassi di interessi. L’inquilino della Casa Bianca si spinge anche oltre: per lui si dovrebbe non solo tagliare il costo del denaro dell’1% ma anche ridare vita ad una sorta di Quantitative Easing. Nella prossima riunione di settembre un nuovo taglio sui tassi viene dato ormai per scontato nonostante nella riunione precedente di fine luglio il governatore abbia definito quei 25 punti base già limati come “un aggiustamento di metà ciclo”.

Le sfide di Powell

Adesso, però, le previsioni parlano, per settembre, di un altro taglio di 25 pb mentre altre, più accomodanti, vedono una revisione al ribasso di 50 punti base. Il problema, in questo specifico caso, è capire quanto sarà disposto a fare Powell alla luce di forze contrastanti. La prima forza, quella più evidente, sono le critiche mosse in maniera plateale dal presidente Trump che chiede a gran voce di indebolire il dollaro in tempi brevi per rendere l’export statunitense più competitivo su scala internazionale. La preoccupazione del tycoon, infatti, è quella di un biglietto verde ancora troppo pesante, soprattutto sullo sfondo di banche centrali che tagliano ovunque i tassi di interesse, cosa che la Fed continua a non voler fare.

I dati macro

La seconda forza contro la quale si trova a dover combattere Powell è quella di dati macro che, sebbene in calo, non evidenziano la presenza di segnali negativi talmente forti da giustificare prese di posizioni nette come quelle prese dalla Fed all’indomani dello scoppio della crisi economica. Difficoltà con le quali non solo Powell ma anche il resto del board della Fed si trova a dover avere a che fare. I rappresentanti della banca centrale statunitense, infatti, sono divisi sulle strategie da attuare. 

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