Il legame spread-mutui è davvero così stretto?

Il nuovo euribor

Tra qualche mese partirà il nuovo euribor e qualcuno già teme l'impatto che potrà avere sui mutui a tasso variabile. Il sistema di calcolo non terrà più conto del tasso interbancario come informazione che le banche si scambiano ma considererà il tasso effettivo di mercato che gli istituti di credito attuano nelle operazioni di finanziamento che faranno tra di loro. Questo se da un lato frena le manipolazioni dall'altro espone i mutui alle oscillazioni, a volte frenetiche, dei mercati.

Questo mi serve da spunto per spiegare come lo spettro dello spread, tanto temuto in Italia, in tema di mutui non ha ragione di esistere e vediamo di capirne le ragioni.

Come è composto il tasso che viene pagato nei mutui

L'80% dei mutui in Italia è a tasso fisso, quindi niente e nessuno potrebbe mai toccarne gli interessi.
Per quelli a tasso variabile, esso di norma è composto nel seguente modo:

TASSO VARIABILE= SPREAD + EURIBOR (a 1 mese, 2 mesi o 6 mesi)

Dico di norma perché qualche banca adotta al posto dell'Euribor il tasso ufficiale di sconto applicato dalla BCE.
Dunque SPREAD non ha a che vedere con lo spread che rappresenta il differenziale di rendimento a 10 anni tra BTP e BUND. Ma, in tal caso, consiste nel margine fisso che la banca utilizza rispetto all'indice di riferimento che è appunto l'EURIBOR.

EURIBOR non è altro che il tasso di interesse che le banche dell'Eurozona chiedono quando si prestano il denaro tra di loro.

Vediamo quindi che per i mutui in essere il tasso variabile può variare solo se:

1) l'EURIBOR, che è ai minimi storici e non ha risentito minimamente mai dello Spread tanto temuto, schizzi in alto sensibilmente. E per farlo ci deve essere un crisi bancaria sistemica a livello europeo tale per cui viene meno la fiducia tra le banche;

2) la BCE aumenta il costo del denaro e le banche, essendo che pagano di più per prendere soldi dalla Banca Centrale, richiedono di più per il denaro che prestano.

Per i mutui di nuova emissione dipende, oltre che da quanto detto, dallo SPREAD che applicano le banche che potrebbero, a loro discrezione, decidere di aumentarlo.

In conclusione...

In definitiva lo SPREAD di cui sentiamo tanto parlare non ha alcuna influenza effettiva sui mutui in corso, potrebbe averlo su quelli a venire, ma in un contesto di tassi a zero la vedo dura che uno scenario di questa portata possa avere diritto di cittadinanza. Invece ritengo potrebbe essere un altro strumento di terrorismo mediatico per evidenti fini politico elettorali e su questo probabilmente qualcuno ne ha tratto giovamento per portare avanti campagne finalizzate al rigore e all'austerità ma che mal si sposano concettualmente con i criteri finanziari che definiscono le cose.

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