Il Brexit per una nuova alleanza

Sarete d’accordo con me nel dire che l’esito del Brexit, per chi ha seguito le notizie in quei giorni, l’aria che tirava sui mercati e le tendenze che suggerivano, è stato come un fulmineo colpo inaspettato. Anche durante i giorni dopo, il comportamento della Bank of England sugli annunci dei tassi per un tentativo di svalutazione, quando la moneta era già stata fortemente svalutata senza tagli dall’esito del voto, come diceva anche Enrico, sembrava non avere senso.
Eppure un’ipotesi che spiega cosa sta succedendo esiste, e se dovesse essere vera significherebbe un importante cambio di orientamento storico. Con questa ipotesi, il Brexit è un preciso evento strategico dei poteri interni inglesi, e così anche le notizie della BOE, da intendere come parte di una manovra dissuasiva, volta ad orientare le menti in modo graduale verso l’uscita dall’Occidente e dalla alleanza storica (e fino a ieri servile) con gli Stati Uniti, secondo loro in declino e ormai senza futuro. L’uscita dall’Unione Europea di dominio tedesco, potrà essere quindi decisiva per l’allontanamento dal mondo occidentale, a favore del mondo asiatico. La City avrebbe così il suo nuovo posizionamento come centrale mondiale in cui si negozia lo yuan. 

Una nuova speciale alleanza tra Inghilterra e Cina.
Se così dovesse essere, il cambio di paradigma verso l’Asia potrà in qualche modo spiegare – eventualmente – gli strani andamenti della sterlina, complicati da comprendere.
Avevo seguito con appassionante interesse il webinar di Luca, Enrico e Marco su "come fare soldi interpretando le mosse dei potenti", fatto poco prima del Brexit, in cui veniva spiegato come per gli USA era importante mantenere lo status quo, senza cambiamenti di assetto politico nella loro alleanza, utile tra i molti motivi soprattutto per avviare il (mostruoso, secondo me) TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership).
Vale molto la pena seguire il ragionamento che hanno fatto durante il webinar (https://www.youtube.com/watch?v=HUR5Bx-mfCA). Perché noi siamo abituati a pensare all’Inghilterra come principale e indissolubile alleato degli Sati Uniti, che trova la sua massima espressione storica nei tempi recenti con le politiche estere di Tony Blair, uomo messo in carica dai poteri forti dell’ atlantismo, e che ha gettato il paese in guerre distruttive e criminali su ordine degli USA, ma controproducenti per la stessa Inghilterra.
Se non avete ancora visto il film del 2010 “L’uomo nell’ombra” (The Ghost Writer) di Roman Polanski, potrete venire a conoscenza dei motivi per cui un ex-premier britannico viene incriminato per atrocità ed extraordinary redintions. È palesemente Tony Blair, con precisi riferimenti alla sua persona. Dipinto come un burattino della CIA, un figurante che ricopre il suo ruolo sotto ordini diretti, spendibile ed eliminabile dai poteri occulti.
Il film, che non dice tutto sulla vastità delle ramificazioni, racconta comunque cose proibite, soprattutto per quel periodo: Polanski è stato arrestato con l’accusa di un “rapporto sessuale illegale” (SIC) con una tredicenne avvenuto nel 1977, nonostante la parte lesa, arrivata nel frattempo a 40 anni, voleva rinunciare al processo.

Molte cose sono ora cambiate dai tempi di Tony Blair. L’assetto politico inglese e le volontà interne sembrano avere contenuti molto differenti, e a volte può sembrare che ci siano ambienti che vogliono farlo sapere con chiarezza.
Come era stato segnalato anche da investire.biz, la Regina si era schierata senza giri di parole a favore dell’uscita. E può far riflettere, visto che il ruolo della Regina prevede totale imparzialità e non si era mai esposta in modo così diretto. Annunci di richiamo all’unità nazionale per la ricostruzione di una nuova Inghilterra, da parte di alcuni Lord, sono comparsi su giornali in seguito alla confusione creata dopo le dimissioni di Cameroon, il ritiro di Johnson e Farage.
E lo stesso Tony Blair è stato incriminato dalla commissione d’inchiesta Chilcot (luglio 2016) per crimini di guerra – come se ci fosse qualcuno che vuole evidenziare lo stacco dal periodo passato, per un cambiamento futuro – dando così una qualche particolare forma di straordinaria rivelazione di quel film alla realtà.
Come dato numerico, lo scambio tra Cina e UK è cambiato da 20 a 80 miliardi di sterline, e c’è stato il nuovo posizionamento a Honk Kong della storica banca imperiale Hong Kong Shanghai Bank - HKSB.
E la cosa più indicativa: Londra ha chiesto di entrare come socio fondatore nella AIIB (Banca Asiatica per gli investimenti e Infrastrutture), di recente formazione. Per dirlo in modo semplice, l’AIIB è l’equivalente della Banca Mondiale per il finanziamento di nuovi progetti e infrastrutture dell’area asiatica, e l’equivalente del Fondo Monetario per finanziare i deficit esterni. E attenzione: finanziamenti in yuan.


I progetti che vogliono realizzare sono giganteschi e ambiziosi, che coinvolgono tutti i paesi dell’antica Via della Seta, per costruire linee ferroviarie ad altissima velocità, autostrade dalla Russia a Singapore, centrali nucleari in Mongolia e Kazakhstan, dighe, oleodotti tra Siberia e Cina, nuovi aeroporti, hotel, business centers.
Non sappiamo se il progetto prenderà forma, ma se così dovesse essere, come vedreste voi l’idea ipotetica, dal punto di vista di Londra, della City come centrale mondiale per lo scambio di yuan? 
Per il momento, una visita di Xi Jin Pin accolto dalla Regina, di recente c’è stata. Ha portato all’accordo per il finanziamento nel Regno Unito di due centrali atomiche di fabbricazione cinese. Anche in questo caso, a discapito di aziende europee.
Certo, così ci sarebbero imprese inglesi che rischiano di venire chiuse dal mercato unico europeo. Ma per quanto dice sul Telegraph il Barone William Hague, Lord di Richmond, è un sacrificio necessario per il periodo che con gradualità porterebbe l’Inghilterra, insieme a gestire i negoziati con l’UE, ad essere un campione a tempo pieno di esportazioni. Ed ecco quindi la possibilità che la moneta inglese assuma fluttuazioni nuove per come siamo abituati a considerarla. Così come anche la moneta cinese, col tempo dovrà rafforzarsi per passare da potenza esportatrice di merci a esportatrice di capitali.
Consideriamo anche un’altra importante questione. La Cina, che partecipa al contro-accerchiamento della Russia verso progetti di sviluppo in aree esterne all’egemonia statunitense, come la SCO (Shanghai Cooperation Organisation) e la nuova banca per lo sviluppo dei BRICS, in questo modo si porterebbe a migliorare la relazione con tutte le Nazioni del Regno Unito, tra cui Nuova Zelanda e Australia, su cui la Regina estende la sua corona. E infatti, una volta allontanata l’Europa, l’Inghilterra tornerebbe al Commonwealth. Quindi non resterebbe sola, dopo tutto. Sono ipotesi complicate, e risulta strano considerare gli Stati Uniti permettere una nuova posizione epocale degli inglesi a loro discapito, senza fare il possibile per impedirlo. E ancora più strano, forse, accettare l'idea del conseguente e logico miglioramento dei rapporti che l'Inghilterra avrebbe con la Russia. 

Motivo di principale importanza nei secoli per l’Inghilterra, è stato impedire alla Russia di arrivare ai mari caldi. Da secoli agiscono con questo scopo, con interventi e alleanze di ogni tipo, per la teoria geopolitica di notevole convinzione sullo "Heartland", l’isola-mondo che è necessario possedere per comandare il mondo intero. L’immane estesa di terra dal Baltico a Vladivostok, non raggiungibile dai mari e quindi dalla loro flotta imperiale. Il comportamento nei confronti della Russia, che ancora oggi continua e che va avanti da tempo immemorabile, lo si può comprendere sull’ambizione di possedere e impedire il possedimento altrui dello Hearland, spiegata dalle concordi teorie di Zbigniew Brzezinski, nel libro del ’97 “The Grand Chessboard”, da parte statunitense, e di Halford John Mackinder, inglese di molti anni prima. Oggi, a possedere lo Heartland, sono Russia e Cina, e si nota infatti i continui atti e tentativi di indebolimento della Russia. Oltre questo, i rifugiati politici russi, tra cui alcuni oligarchi a cui Putin dava la caccia, riparano a Londra. Finanziamenti inglesi hanno provato in tutti i modi ad appropriarsi di aziende strategiche russe svendute, soprattutto nel periodo di Eltsine, molte volte riuscendoci. Fino al tentativo di comprare la Yukos, rinominata successivamente Gazprom, con i soldi dei Rothschild di Londra, e per mano dell'oligarca Mikhail Khodorkovsky. Si stava per concludere l’affare per 250 milioni di dollari, per la vendita della più importante azienda strategica e fondamentale della Russia, valutata sul mercato 19 miliardi. Putin era arrivato in tempo per fermare tutto, mettendo Khodorkovsky in galera. Vedremo se Londra è pronta a dimenticare, oppure se cela qualche altra intenzione. 

Il tempo ci dirà se la nuova alleanza tra Inghilterra e Cina potrà effettivamente avvenire, per poi capire meglio alcuni andamenti sui mercati. Per ora sento spesso dire, soprattutto da Marco di Vita, di stare particolarmente attenti con la sterlina. Consiglio che sento di seguire. E se il correre degli eventi confermerà ciò che queste notizie suggeriscono, sarà meglio trovare il modo per guadagnare da queste importanti novità di nuova apertura dell'Inghilterra sul mondo. Ragionamento magistrale che Luca mi ha insegnato.

Michele Giancarli

7 - Commenti

Riccardo Zago - 30/07/2016 22:22 Rispondi

Gran bel articolo! Molto interessante

luciano cagnetta - 30/07/2016 23:54 Rispondi

Bell'articolo, veramente interessante.

Io non credevo nella riuscita della Brexit, poi quando c'è stata ho pensato di avere sottovalutato il movimento "anti-immigrazione", ma quando i vari politici hanno cominciato a sparigliare le carte, "sparire", essere contestati aspramente e canticchiare come ha fatto Cameron nonostante la "cocente sconfitta", beh la sensazione di trovarsi di fronte all'ennesimo "trucco da prestigiatore" dove ti fanno "osservare" con attenzione una mano per fare quello che volevano davvero con l'altra, c'è stata, e la tua potrebbe essere la spiegazione.

Valerio Zambelli - 31/07/2016 10:12 Rispondi

complimenti per l'articolo!

sarà interessante vedere i prossimi sviluppi, se i giochi di potere dei grandi attueranno davvero l'uscita dell'Inghilterra, o se in un modo o nell'altro si inventeranno un trucchetto per annullare tutto e far finta di niente...

 

sestilio baccani - 31/07/2016 12:34 Rispondi

Articolo molto interessante ci fa capire come l'evento Brexit può veramente essere l'inizio di sviluppi ed equilibri nuovi della finanza mondiale...

Pietro Sferrino - 31/07/2016 22:32 Rispondi

Wow!
Complimenti Michele. Bellissima analisi. Interessante e condivisibile. Notevoli i riferimenti a sir Mackinder e anche altri. BRAVO! ... Sono d'accordo su tutto. E in particolare sul fatto di dover stare molto attenti con la sterlina (non che io stia tradando o sia un esperto; ma comunque sia; la vedo così) ...
L'inghiltessa è sempre stata sospesa in queste sue smanie di grandezza. Conosco persino gente (INGLESE) che non vede l'ora che anche la Scozia se ne vada via e la smetta di rompere le scatole a Londra ... e semplicemente perché a conti fatti, persi appunto nella loro mania di grandezza, la sociologia politica dell'Inghilterra si è assestata ormai al nuovo mondo venuto fuori dalla caduta del Muro (cosa del secolo scorso ormai) e ... in definitiva, preferiscono essere un paese più piccolo ma potente come una Dubai al quadrato, o meglio ancora come una Super Singapore (che tra parentesi non è solo un hub finanziario ma un gigante logistico, che tra l'altro è armato fino ai denti) ...
I nostri amici inglesi non sono mai stati maestri di sincerità ed espansività, né di cooperazione. Preferiscono star da soli purché però potenti e preferiscono farlo "whatever it takes" (parafrasando Draghi) ... E con i "whatever it takes", diventare delle Dubai o delle Singapore all'ennesima potenza non è del tutto impensabile.
Che se la godano pure. Ogni popolo, come ogni persona, è libero di scegliere che tipo di popolo o di persona vuole essere! ... E qua mi fermo, o potrei abbandonarmi alla critica morale, piuttosto che all'analisi strategica!
...
Saluti a tutti.
Pietro

Enrico Besutti - 31/07/2016 23:15 Rispondi

Credo anche io che l'asse dell'economia mondiale, sempre rimasto finora nelle mani di USA ed Europa, dovrà necessariamente spostarsi verso l'area di influenza cinese e asiatica dove dimora quasi la metà della popolazione mondiale e quindi tutti potenziali nuovi consumatori.

andrea tibaldo - 06/08/2016 10:01 Rispondi

Mi sembra fantapolitica....almeno per ora, per i nostri tempi. E comunque richiederebbe almeno un ventennio per passare da un sodalizio GBP-USD ad uno GBP-CHN. Penso invece che più che cambiare, gli inglese o quella parte potente di inglesi, vogliano provare a tenere il piede in due scarpe. Del resto si sa...two is megl che one!