I rischi non sono finiti, solo cambiati

  • La paura di una recessione, attualmente, si è molto allontanata ma solo pochi mesi fa era l’incubo dei mercati;
  • Alcuni fattori che rappresentano una minaccia ridotta devono però essere comunque monitorati;
  • Il possibile pericolo adesso è quello di diventare troppo ottimisti sull’economia.


L’anno scorso si temeva il crollo dei mercati dopo uno dei peggiori dicembri del dopoguerra. Oggi si guarda al futuro per capire quando il toro dei mercati, ormai ultradecennale, si stancherà di correre. Ma il problema di fondo resta: i rischi, infatti, non sono finiti, solo attenuati o al massimo cambiati. 

Ottimismo sui mercati

Insomma, dalle stalle alle stelle nel giro di nemmeno un anno. Una giravolta di emozioni questo 2019 che si è appena concluso. Emozioni che hanno portato gli investitori a guadagnare oltre il 30% su molti listini, con punte del 50%, in Europa, per il mercato greco. Eppure solo pochi mesi fa, con l’inversione della curva dei rendimenti in arrivo sui titoli di stato Usa, si gridava al ritorno della recessione. La curva ei rendimenti sui titoli di stato, infatti, è il segnale che preannuncia l’arrivo di un periodo di crisi economica. Oggi, invece, per Goldman Sachs è improbabile che una recessione si manifesti nei prossimi anni. I possibili rischi che avrebbero potuto crearla, infatti, sarebbero ormai spenti, stando alle proiezioni degli esperti della banca statunitense.

I rischi non sono finiti, solo cambiati

Infatti i pilastri che hanno fatto nascere la famosa Great Moderation degli anni 80 (tra questi bassa volatilità e bassa inflazione con crescita costante) sono ancora forti. In realtà quello che si vede oggi è un calo pronunciato del rischio ma non una sua estinzione completa. Per essere più precisi, infatti, sembra molto difficile il ritorno di possibili shock petroliferi, surriscaldamento inflazionistici e squilibri finanziari,. Anche perché, per quanto riguarda il petrolio, gli Usa hanno raggiunto l’autonomia grazie alla rivoluzione dello shale il. Eppure i pericoli per i prossimi anni ci sono, hanno solo cambiato nome. Si chiamano guerra commerciale, debolezza economica globale e rischi geopolitici. Saranno infatti loro le nuova zavorre dell’economia mondiale.

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