Goldman: il mercato sta per impazzire di nuovo

Secondo le ultime proiezioni di Goldman Sachs il mercato sarebbe sul punto di scatenarsi a ottobre. Stando alle ultime dichiarazioni di John Marshall stratega della banca Usa, dal 1928, praticamente da quasi 100 anni, la volatilità delle azioni nel mese di ottobre tende ad aumentare del 25% rispetto al resto dell’anno.

Volatilità: perchè?

Non solo, ma nell’ultimo trentennio gli sbalzi sono aumentati su tutti i principali benchmark e settori azionari. I gruppi più volatili? l settore della tecnologia e quello dell’assistenza sanitaria. Attualmente Wall Street si è tuffata verso un recupero dei massimi storici, il che rende le affermazioni di Marshall ancora più importanti, soprattutto alla luce di alcuni fattori determinanti come la guerra dei dazi e la questione della curva dei rendimenti. Nel primo caso, l'interesse nasce in vista di un allentamento delle tensioni. Nel secondo, invece, la curva dei rendimenti sui titoli di stato Usa, invertitasi nelle scorse settimane (in particolare sulla scadenza decennale e su quella a due anni), è tornata all’interno di un range normale.

Timori di recessione

Come accenato, l’andamento del cosiddetto indice della paura, il VIX, ovvero l’indice di volatilità, potrebbe registrare un’ulteriore impennata nei prossimi 30 giorni, dopo quella già vista ad agosto. Non è da dimenticare, infatti, che il Dow, proprio il mese scorso, ha visto il suo giorno peggiore (14 agosto) per via di segnali di recessione inviati dal territorio dell’obbligazionario e per il moltiplicarsi di tensioni riguardanti la guerra dei dazi. In più, a questo si aggiunge anche il fattore della stagionalità. Ad ottobre, infatti, iniziano ad arrivare i primi report riguardanti utili, previsioni per la chiusura dell’anno e andamento delle settimane successive.

Non solo Goldman

Ma non è solo Goldman che avvisa su quanto potrebbe avvenire nelle prossime settimane. Andando al di là del report di Goldman, infatti, è da registrare la paura di Aberdeen Standard Investments per una possibile hard Brexit.   Sebbene il settore della gestione patrimoniale sia comunque preparato ad affrontare la tempesta, soprattutto grazie alla scelta del Lussemburgo come base operativa in Europa, resta il fatto che l’addio di Londra all’Europa sarà comunque traumatico. A prescindere dalla presenza di un accordo o meno. Il Regno Unito infatti lascerà l’UE il 31 ottobre, ma attualmente non è ancora stato raggiunta nessuna intesa.

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