Gli attacchi a Baghdad inquietano i mercati: su oro e petrolio

  • Nuove tensioni sui mercati dopo la notizia della morte di un importante generale iraniano a seguito degli attacchi Usa, si temono ripercussioni;
  • Il rinnovato clima pesante spinge gli operatori a comprare oro e valute rifugio come yen e franco svizzero, penalizzando euro e sterlina;
  • Le borse americane non si fermano e toccano nuovi record in attesa di capire come sarà la reazione all'evento di ieri.

Un fulmine a ciel sereno

Il clima ottimistico con cui si è chiuso il decennio è stato turbato dalla notizia degli attacchi aerei americani in Iraq che hanno provocato la morte di un generale iraniano, Qassem Soleimani, insieme ad altre sette persone. Il via all'attacco è stata dato da Trump che immediatamente dopo ha fatto un tweet con la foto della bandiera americana.
La risposta iraniana è stata durissima annunciando una vendetta che porterà altro sangue. Le borse asiatiche ne hanno risentito nella notte e chiudono tutte deboli con l'eccezione di Tokyo che è ancora in festività.
Si impennano quindi oro e petrolio, con il metallo giallo che arriva a 1543 dollari l'oncia e il Wti che si avvicina a 64 dollari al barile. Se gli investitori sentono la necessità di mettere denaro sull'oro, in particolar modo, significa che la crescita generalizzata delle borse probabilmente sia un pochino artificiosa e potrebbe da un momento all'altro evidenziare una bolla finanziaria magari provocata dalle banche centrali che hanno in un certo qual senso indirizzato gli investimenti. Se non si stempereranno le tensioni a livello geopolitico disinnescando questa bomba ad orologeria che sta per scoppiare a Teheran l'oro con tutta probabilità sarà destinato a crescere ancora magari avvicinandosi alle vette che non si vedono dal 2011 di 1900 dollari.

Nel forex brillano le valute rifugio

Laddove il contesto comincia a farsi pesante ovviamente i traders si rifugiano in quelle valute come lo yen e il franco svizzero considerate un'eccellenza in tal senso. Infatti esse recuperano terreno nei confronti di monete, come euro e sterlina, più adatte a un clima di euforia. La situazione è sempre da monitorare con molta attenzione perché il riscatto di queste ultime, dopo anni di depressione, dipenderà molto dalle notizie macroeconomiche che nel 2020 assumeranno un'importanza vitale alla luce delle note vicende che hanno interessato la politica internazionale in questi anni, ma anche dall'equilibrio dei rapporti di forza tra i paesi che storicamente sono coinvolti nei venti di guerra che soffiano minacciosi.

A Wall Street però nuovi record

Il decennio per le borse statunitensi però inizia con rialzi diffusi con il Dow Jones che guadagna l'1,2%, lo S&P lo 0,8% e l'indice della paura, il VIX, che crolla del 9% a 12,5 punti.
Tra i vari settori alla ribalta quelli tecnologico e industriale con salite vicino al 2%, in particolar modo Apple mette su un'altra seduta stellare superando la soglia dei 300 dollari, record assoluto, mentre gli altri giganti del web come Amazon, Google e Facebook terminano le contrattazioni con crescite oltre il 2%.
Anche l'obbligazionario è molto comprato come dimostra il calo generalizzato dei rendimenti, con il decennale che si abbassa di 4 basis point a 1,88% e il biennale che rimane ancorato all'1,57%.
La seduta di oggi sarà importante perché se le nuove tensioni di cui sopra non intaccheranno minimamente i listini americani allora significa che gli anticorpi generati dai fondamentali dell'economia e delle aziende che compongono gli indici sono estremamente potenti. Per la gioia dei tori...

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