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Fed e Bce le protagoniste della settimana. Ecco perché

  • Buone notizie dai dati macro Usa
  • Nuovi posti di lavoro oltre le attese e tasso di disoccupazione in calo
  • La Fed potrebbe rivedere le sue politiche di stimolo monetario

Questa settimana tornano in scena le banche centrali. Giovedì sarà la volta della Bce con il battesimo ufficiale di Christine Lagarde, ex numero uno del Fondo Monetario Internazionale ed ora sulla poltrona della Bce. Ma prima, per la precisione mercoledì, sarà la volta della Fed.

Non Farm Payrolls

La banca centrale Usa attira ancora l’attenzione su di sé grazie ai dati macro appena diffusi. Della scorsa settimana, infatti, l’ottimo report sul numero dei nuovi posti di lavoro di novembre. A conti fatti, per quanto riguarda i non farm payrolls, ovvero i posti di lavoro non agricoli, si sono visti ben 266mila nuove unità nel penultimo mese dell’anno. Un risultato che è andato ben oltre le attese, ferme a 183mila posti. Inoltre, stando a quanto pubblicato dall’US Bureau of Labor Statistics (Bls), sempre a novembre la disoccupazione ha toccato il record del 3,5% contro un consensus che non andava oltre il 3,6%. Ennesimo record sui nuovi posti di lavoro che batte i 193 mila di settembre. Ottima notizia che arriva in piena stagione natalizia, ovvero stagione di acquisti, per un’economia fortemente dipendente dai consumi privati. Un lavoro, infatti, è la prima condizione per garantire un aumento degli acquisti, ancora di più in vista del Natale e del Capodanno. 

La posizione della Fed

Ma la prima conseguenza che si avrà nell’immediato sarà quella sulla Fed. Come detto dopodomani si sapranno le ultime decisioni in fatto di politica monetaria e una Fed hawkish, (aggressiva) o per lo meno decisa a non proseguire sulla strada finora percorsa, è quella che potrebbe avere maggiori probabilità presentarsi agli occhi degli osservatori. Già nelle precedenti riunioni, infatti, il numero uno della Fed, Jerome Powell, aveva confermato la strategia di un board guidato sempre più dai dati macro. Decisione arrivata dopo tre tagli ai tassi di interesse visti quest’anno. Partendo da queste premesse è facile capire perché la data del 15 dicembre, con il possibile arrivo di nuovi inasprimenti per oltre 150 miliardi di dollari sui dazi imposti da Washington a merci cinesi, potrebbe essere ancora più importante di quanto già non sia. Nessun accordo commerciale in vista al di là delle dichiarazioni di rito. E ai mercati questa incertezza potrebbe pesare presto.

Un occhio alla Bce

Giovedì, invece, la riunione della Bce che presenterà la novità Christine Lagarde ai mercati. Poche le sorprese in vista anche perché il numero uno della Bce ha già da tempo fatto sapere che è sua intenzione non abbandonare la politica inaugurata dal predecessore Mario Draghi. Quindi, in Europa, si prevede una posizione dovish ancora per lungo tempo.

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