Falchi e colombe nella BCE: a cosa porterà lo scontro?

Siamo ai ferri corti...

La pesante eredità che Mario Draghi lascerà all'attuale numero uno del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde sarà una matassa tutt'altro che facile da sbrogliare. Il clima ormai è diventato incandescente e il numero di membri all'interno della BCE che si sta rivoltando contro cresce ogni giorno e si fa sempre più insidioso. A questi ultimamente si sono aggiunti anche i ceo di Deutsche Bank e Allianz a rincarare la dose, oltre a sei ex banchieri del board che in un memorandum consegnato ai giornalisti hanno aspramente criticato la politca accomodante dell'Eurotower finalizzata, a loro dire, a finanziare solamente i governi indebitati.

Cresce il fronte degli oppositori

L'ultimo piano di quantitative easing annunciato da Draghi il 12 settembre non ha visto il favore di 5 governatori di banche centrali (tedesca, austriaca, olandese, estone e francese) e di 2 membri del comitato esecutivo, la dimissionaria Lautenschlaeger e il il francese Coeurè. Il fatto che si sia aggiunta la Francia tra i paesi che si oppongono a questa politica ultra accomodante la dice lunga sull'aria che si respira nel palazzo di Francoforte, non c'è dubbio che i falchi stanno prendendo campo e alla lunga potrebbero spuntarla.

Le contraddizioni del quantitative easing

Le previsioni sull'inflazione da qui ai prossimi 10 anni elaborate dalla BCE in questi giorni non lasciano ben sperare per un cambiamento di rotta, l'indice 5y5y inflation che misura la stima dei prezzi al consumo per i prossimi 5 anni e per i successivi 5 è fermo all'1,12%, ben lontano dai target del 2% che la BCE si è prefissato nel suo mandato di politica monetaria. Il problema è che l'inflazione non può essere rilanciata se non c'è crescita e non c'è crescita se non aumentano i consumi. E non aumentano i consumi se non crescono i salari. E finora in questo il quantitative easing che ha iniettato ben 26.000 mld di dollari nel sistema non è stato sufficiente allo scopo, essendo pieno di contraddizioni.

Il TLTRO è stato potenziato con il q.e 2 aumentando i tassi negativi di 10 punti base e allargando la scadenza dei finanziamenti da 2 a 3 anni. Inoltre per non ricaricare costi su imprese e famiglie, la liquidità in eccesso che le banche non usano per i prestiti sarà esente dal tasso di interesse negativo sui depositi presso la BCE. Ma il denaro finisce alle imprese e alle famiglie? Ed è questo il principale quesito che, trovando risposta negativa, mette in dubbio l'efficacia di tutto e fa insorgere il fronte degli oppositori di Francoforte.

E non è tutto. E' vero che tassi bassi fanno ridurre il debito per interessi degli Stati sovrani sui titoli di nuova emissione ed inoltre fanno aumentare il prezzo dei bond in circolazione nonché il valore dell'investimento azionario, ma è anche altrettanto vero che la redditività di prodotti come fondi pensione, prodotti assicurativi e altre forme pensionistiche verrà molto compromessa, per non parlare della sofferenza di prodotti similari a rendita garantita. La cosa che fa riflettere è come in realtà la liquidità a pioggia che ha fatto salire il corso delle azioni e dei bond non si sia poi riflessa in una reale crescita delle aziende e quindi del lavoro e dell'occupazione.

L'helycopter money unica soluzione?

L'inefficacia sull'economia reale del q.e. e dei tassi a zero o negativi fa prendere corpo tra le colombe un'ipotesi di cui si è spesso discusso e che potrebbe anche trovare il consenso di Christine Lagarde, quella dell'helycopter money. In altri termini, se le banche non prestano il denaro che prendono dalla BCE alle imprese e alle famiglie, allora lo farà direttamente l'istituto di Francoforte. Si verrebbe insomma a determinare una sorta di giapponesizzazione dell'economia europea. Chiaramente una trovata di questo tenore metterebbe ulteriormente di traverso i falchi più agguerriti che venderebbero cara la pelle pur di non far passare una manovra del genere, quindi la cosa non rimarrebbe altro che un sogno. Ma si sa che i sogni non danno da mangiare, ma aiutano a vivere...

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