Economia cinese in calo: cosa sta succedendo?

  • La produzione industriale di ottobre è cresciuta meno del previsto
  • Prime cause: guerra dei dazi, debolezza della domanda globale ma anche di quella interna
  • In caso di firma di un accordo (step one) lo yuan è visto in rafforzamento

Gli ultimi dati macro sulla Cina sono stati inferiori alle attese. Tempo fa i vertici di Pechino avevano annunciato che la crescita per il 2019 non avrebbe toccato il 6-6,5% di Pil range finora previsto. E qualora ciò fosse accaduto, non si sarebbe andati oltre la fascia bassa della forchetta.

I dati macro

Le conferme di questi timori sono arrivate anche dagli ultimi dati macro economico pubblicati in queste ore. Numeri che hanno zavorrato anche le attese per gli sviluppi, sempre più complicati, sul fronte delle trattative commerciali.

Le complicazioni si stanno moltiplicando da più parti. Infatti oltre alla mai risolta questione sulla proprietà intellettuale si è aggiunta anche quella agraria. Stando ad alcune indiscrezioni di stampa, Donald Trump avrebbe parlato di una Cina intenzionata a comprare 50 miliardi di dollari prodotti agricoli Usa, cifra che invece Pechino non ha mai né quantificato né ufficializzato. Un problema non indifferente per l’inquilino della Casa Bianca il quale, a un anno dalle prossime elezioni, deve rispondere al suo bacino elettorale fatto anche di agricoltori e operai metalmeccanici. 

Non solo Cina

Intanto le prime insofferenze a livello macro si sono registrate già negli ultimi dati resi noti. E non solo per la Cina. Oltre al Pil del Giappone (terzo trimestre) a +0,2% su base annua, contro stime dello 0,8%, le attese degli analisti sono state deluse anche dalla Cina. In particolare dalla produzione industriale di ottobre a +4,7% su base annua, ovvero meno del 5,4% del consensus (Reuters) e del 5,8% del dato precedente. Non esaltanti nemmeno le vendite al dettaglio al 7,2% su base annua e meno del 7,8% registrato la volta scorsa. In questo caso si tratta del dato più basso degli ultimi 16 anni, che trova diverse spiegazioni. Tra queste la riluttanza nell’acquistare nuove automobili da parte dei consumatori cinesi, ma anche nel rincaro dei prezzi della carne di maiale registrati dopo l’epidemia di peste suina negli allevamenti intensivi.

Perchè preoccupa il Dragone

Un risultato che preoccupa ulteriormente se si pensa che la Cina  impegnata da tempo in una serie di riforme per potenziare la domanda interna e svincolare la propria economia dall’export. Per questo motivo hanno iniziato a serpeggiare dubbi sull’efficacia delle misure adottate finora e ipotesi di nuove strategie in arrivo dalle autorità.Il punto di svolta, secondo gli esperti, rimane sempre l’accordo tra Usa e Cina, accordo che anche in caso di firma del famoso step one, lascia comunque aperte le questioni più spinose della proprietà intellettuale e degli acquisti di prodotti agricoli Usa da parte della Cina.

Previsioni sul renminbi

Ad ogni modo se i due paesi firmassero un accordo commerciale con lo stop di nuovi dazi minacciati dagli Usa, lo yuan potrebbe rafforzarsi a 6,90 contro il dollaro secondo gli analisti di mercato. Spazio, dunque, ad un apprezzamento del renminbi anche per Dariusz Kowalczyk, capo economista cinese Credit Agricole il quale si dichiara ottimista sulla firma almeno per la prima fase dell’accordo. Secondo le sue previsioni ci sarebbero probabilità dell′80% che un’intesa sarà firmata nei prossimi 3 mesi.

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