E se la Gran Bretagna diventasse come la Svizzera?

Siamo sicuri che Brexit sarà una tragedia per il Regno Unito?

Stando a un certo terrorismo giornalistico mediatico che ogni giorno ci propina notizie catastrofiche probabilmente la Gran Bretagna dovrebbe far fronte nei prossimi decenni alle peggiori sciagure. Se però vivisezioniamo la realtà che ha interessato e che può interessare il paese dopo il referendum del 23 giugno del 2016 le nubi non sono forse così nere per come si vuol far credere.

Se noi prendiamo i dati principali dell'economia britannica vediamo 4 variabili che si intrecciano tra di loro e che tutto sommato non delineano un quadro così malvagio: la disoccupazione, la crescita, l'inflazione e la valuta.

La disoccupazione ha raggiunto i minimi storici, oggi è al 3,8%, nel 2016 si aggirava intorno al 5% e questo dato è significativo perché si accompagna ad una decrescita del PIL che è passato dal 2,1% del 2016 all'1,2% di oggi. E' significativo per due ragioni: primo perché in un contesto in cui la crescita latita, ma è sempre sopra la media europea che nel 2019 ha subito una frenata importante, il lavoro si crea il ché significa che il Regno Unito è ancora un paese che attrae risorse umane; secondo perché viene da pensare che la cosa potrebbe assumere una rilevanza maggiore quando la curva di crescita si girerà verso l'alto.

L'inflazione e la valuta sono legate a doppio filo. Lo scossone di Brexit e tutto quello che ne è seguito legato all'iter parlamentare e agli accordi con l'Unione Europea hanno avuto delle ripercussioni notevoli sulla sterlina, la quale è rimasta sotto pressione in questi anni in maniera evidente perdendo circa il 20% del proprio valore. Pur tuttavia l'inflazione, dopo una fiammata nel 2017 che ha toccato un vertice del 2,7%, è sensibilmente diminuita e oggi, posizionandosi all'1,2%, non desta preoccupazioni se non nel senso della decrescita e della recessione. Conseguentemente la BOE avrebbe abbastanza campo libero per intervenire in tema di tassi nel caso la contrazione dell'economia lo richiedesse.

Direi, quindi, che fino ad ora il profilo economico finanziario non sia stato destabilizzato più di tanto. Quello che succede dopo ovviamente è tutto un'incognita perché per quanto possono essere validi tutti i discorsi che si fanno sugli effetti negativi, mi limiterei en passant ad alcune riflessioni.

La Gran Bretagna contribuisce per circa 10 mld di euro l'anno al bilancio dell'UE, negli ultimi 15 anni ha versato nelle casse europee 183 mld ricevendone in cambio solo 102 mld. Queste sono risorse che potrebbero essere investite nella crescita interna del paese senza essere legati da lacci e lacciuoli imposti da Bruxelles. La valuta debole ed eventuali dazi e imposte doganali soprattutto in caso di hard brexit se da una parte penalizzano le importazioni facendone lievitare i costi, da un'altra rilanciano l'export come di fatto sta già avvenendo e il mercato interno dalla pericolosa concorrenza straniera. Non bisogna dimenticare che la tassazione in Gran Bretagna è una delle più allettanti al mondo e la totale assenza di burocrazia farebbero comunque del paese un luogo di attrazione pregevole per nuovi investimenti esteri, essendo trainato dalle banche e dalla finanza.

Insomma la Svizzera è sempre stata fuori dall'Unione Europea e monetaria e non ne ha mai risentito in nessuna forma. La Gran Bretagna non è la Svizzera, si direbbe, infatti è un grande paese e con un regime fiscale ancora più conveniente.

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6 - Commenti

Antonio Leonetti

Antonio Leonetti - 01 ottobre 11:03 Rispondi

Antonio Leonetti

Antonio Leonetti - 01 ottobre 11:45 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 01 ottobre 13:19 Rispondi

Antonio Leonetti

Antonio Leonetti - 01 ottobre 16:25 Rispondi

Andrea Famiglietti

Andrea Famiglietti - 01 ottobre 16:57 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 02 ottobre 07:05 Rispondi