Come va interpretato il messaggio di Powell?

  • Il mercato si aspetta che la Fed di fatto attui un nuovo piano di qe;
  • Dalle parole di Powell emerge però che le intenzioni della banca centrale siano quelle di sorreggere il mercato interbancario da un nuova ondata di acquisto di titoli;
  • L'economia americana si mantiene tutto sommato solida e questo crea i fondamentali per sostenere le borse e il dollaro;

Ogni modo di vedere è anche un modo per non vedere...

Il mercato sembra avere accolto parole di Powell nella conferenza stampa di ieri come un modo per mantenere tutto sommato accomodante la politica monetaria, soprattutto nel passaggio dove il governatore della Fed parla di basse aspettative di inflazione e del rischio per l'economia relativo al peggioramento dei rapporti commerciali con la Cina. Se poi si guarda ai dati di fatto, cioè alla riduzione effettiva dei tassi si potrebbe pensare che in fondo Trump stia avendo la meglio nel volere una banca centrale che non si metta di traverso alle mire espansionistiche del presidente.

Cosa ha detto in realtà Powell

Probabilmente con troppa facilità si pensa che la Fed stia portando avanti un nuovo piano di quantitative easing mascherato, ma forse vengono tralasciati alcuni aspetti del discorso del governatore quando ribadisce che il mercato del lavoro americano ha raggiunto livelli che non si vedevano da tanti anni e che l'industria a stelle e strisce continua a sfornare posti di lavoro a ritmo incessante. Inoltre è stato posto l'accento sulla crescita dei consumi e che quindi non c'è necessità di impostare un'economia sul debito perché la cosa potrebbe rappresentare un pericolo creando nuove bolle che sono sempre il preludio per una grande crisi. Anzi, ha precisato Powell, la motivazione vera per cui la Fed sta acquistando titoli di Stato è per riequilibrare il mercato interbancario che negli ultimi tempi, per via dell'eccesso di emissione di Treasury bond da parte del Tesoro per finanziare la politica espansiva di Trump, ha avvertito parecchi problemi di liquidità con relativo innalzamento dei tassi a breve. Ad ogni modo gli acquisti termineranno a metà del 2020.

Cosa significa questo per i mercati?

La politica fiscale e quella monetaria saranno inevitabilmente legate, perché stando ai piani di Trump probabilmente l'emissione di titoli pubblici per finanziare il deficit generato da un'ulteriore abbassamento delle imposte porterà periodicamente le banche a dover "smollare" sempre più collaterali che usano per scambiarsi denaro tra di loro, a cui deve corrispondere una certa liquidità nel mercato interbancario. Quindi la Fed, come del resto è stato precisato dal suo capo, interverrà ogni volta che lo ritiene opportuno per riequilibrare la situazione, ma questo non significa che adotterà un piano sistematico di acquisto di titoli del tesoro esattamente come fece Bernanke quando iniziò il primo quantitative easing. Per questo non mi aspetterei neppure che i tassi possano scendere così in fretta fino ad arrivare a zero in poco tempo.
Questi fattori combinati avranno, a mio avviso, due conseguenze importanti riguardo le borse e il mercato valutario, in modo particolare se la diatriba commerciale tra Usa e Cina volgerà verso una soluzione definitiva. Le borse saranno sostenute dai fondamentali dell'economia americana, prima ancora che dalla politica monetaria della Fed, la quale non sarà dovish come si crede, ma nemmeno di ostacolo per la crescita e lo sviluppo dell'economia. Il dollaro continuerà a mantenere la sua forza relativa nel tempo, magari tenendosi sui livelli attuali di stabilità ancora a lungo. L'unica incognita deriva dal rapporto con la sterlina, per via della definizione della questione Brexit, in quando il cable ha già abbondantemente scontato tutto lo scontabile e la ritrovata forza del pound potrebbe creare un relativo indebolimento del biglietto verde.

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