Citi: il dollaro è destinato a indebolirsi

  • Secondo gli strateghi di Citi, l’indice del dollaro USA potrebbe scendere fino a 85 con la Federal Reserve che ritorna sul mercato dei titoli obbligazionari.
  • I primi ad avvantaggiarsi di una situazione simile sarebbero gli emergenti confermando la view positiva di molti analisti
  • Con ogni probabilità la Fed potrebbe essere,paradossalmente, la banca centrale più accomodante nelle politiche economiche

Secondo Mohammed Apabhai, capogruppo del settore strategie commerciali dell’Asia-Pacifico di Citi, il livello dell’U.S. dollar index potrebbe arrivare fino a 85. Se non più in basso. Si tratta di un indice che tiene conto del valore del dollaro all’interno di un paniere di altre valute di paesi che, spesso, sono anche i migliori partner commerciali degli Stati Uniti.

Dollaro: cosa sta succedendo?

Il calo non sarebbe altro che la diretta conseguenza delle politiche monetarie di una Federal Reserve tornata ad aumentare il proprio bilancio con gli acquisti di obbligazioni e Treasury. Parallelamente si assisterà ad un calo dei rendimenti e, contemporaneamente, ad un aumento dei prezzi dei titoli di stato. Questo creerebbe quindi un paradosso, quello di un biglietto verde destinato ad indebolirsi nonostante la Fed abbia deciso di mettere in stand by i tagli dei tassi di interesse. 

I prossimi driver

Infatti nella sua ultima conferenza stampa, il numero uno della Fed, il governatore Jerome Powell ha sottolineato il fatto che la Banca centrale Usa è orientata nel prendersi una pausa sui tagli dei tassi. I prossimi driver, quindi, saranno i dati macro i quali non stanno evidenziando più quegli scenari preoccupanti che hanno portato il board ad optare, seppur con molte perplessità, per un abbassamento del costo del denaro. Da luglio ci sono stati ben tre tagli, il primo dei quali venne definito “un aggiustamento di metà ciclo” e non un ritorno del Quantitative Easing. Il che deluse non poco i mercati.

Il fattore Fed

Ma nel suo ultimo intervento in ordine di tempo, Powell ha fatto intendere che la banca centrale si prenderà una pausa, preferendo osservare l’evolversi della situazione prima di un altro eventuale provvedimento. Ma le preoccupazioni di Citi riguardano gli acquisti di titoli di stato. Anche perché nello scacchiere internazionale delle valute, se l’indice del dollaro dovesse indebolirsi a 85, l’ euro potrebbe rafforzarsi a 1,21 contro il biglietto verde secondo Apabhai. A tutto vantaggio dei mercati emergenti.

Chi vince?

Il che rafforzerebbe le tante previsioni positive sul settore variegato delle nazioni in via di sviluppo. In particolare l’interesse viene focalizzato su Hong Kong, nonostante i diversi mesi di feroci proteste. Tanto che l’esperto di Citi parla di un possibile aumento delle azioni che nei prossimi anni potrà raggiungere il 40%. Alla base di questo ottimismo ci sarebbe anche un settore immobiliare fortemente scontato che sta attirando nuovamente capitali dal resto del mondo.

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