Christine Lagarde parte bacchettando la Germania

  • La presa di posizione di Lagarde conferma le intenzioni dovish della BCE;
  • Probabilmente ci sarà da aspettarsi ancora un periodo di rialzi sui mercati azionari se alle parole seguiranno i fatti;
  • La reazione dei paesi del Nord in tema di politica fiscale sarà determinante per il destino della moneta unica.

Le prima parole di Lagarde

"I paesi con surplus di bilancio non hanno fatto gli sforzi necessari..."
Chi si aspettava una Lagarde remissiva ed accomodante è stato servito, almeno a giudicare da queste prime battute. L'attacco frontale alla Germania è chiaro, rea secondo la nuova governatrice della BCE di non avere dato il via, insieme agli altri paesi virtuosi del Nord Europa, a quella politica fiscale espansiva che il suo predecessore, Mario Draghi, aveva più volte sollecitato nelle sedute ufficiali a Francoforte.
Inoltre aggiunge, la Lagarde, l'Europa rimane claudicante senza una politica fiscale comune venendo meno a quello che è il leit motiv per cui è stata costituita. Insomma un unione monetaria senza l'unione fiscale ha poco senso...

I mercati festeggeranno?

E tutto questo cosa può significare per i mercati? Semplice, la banca centrale non ha alcuna intenzione di piegarsi ai falchi che ribollono dentro l'Eurotower e andrà avanti con la politica dei tassi a zero e del denaro facile. Quindi i mercati azionari avranno in Christine un nuovo alleato tale e quale a quello che è stato Draghi per ben 8 anni.
Naturalmente le sfide da affrontare saranno tante, le stime di inflazione per i prossimi anni continuano a rimanere ancorate all'1,2%, ben al di sotto degli obiettivi che si è dato la BCE e questo inevitabilmente si ricollega a una crescita che nell'Eurozona è stagnante e adesso colpisce anche i primi della classe. A quel punto ci sarà da capire come la Lagarde riuscirà a coniugare i compiti che rientrano strettamente nel mandato di una banca centrale, ossia il sostenimento dei prezzi, con azzardi di politica economica non strettamente monetaria esattamente come fece con grande autorevolezza Draghi.

Austerità e moneta unica

"La BCE si è ritrovata sola in questi anni" altra bordata della nuova numero uno della BCE, come a voler dire qui è stato fatto di tutto per muovere l'economia, ma l'obiettivo inflazione si raggiunge anche se la politica non sonnecchia e attua dei provvedimenti di natura fiscale che fanno crescere la domanda. Che questo possa rappresentare un monito per i mercati i quali non amano il debito ma nemmeno si appassionano con l'austerità? A questo punto sarebbe interessante capire come di fronte a questa presa di posizione forte i fautori del rigore possono comportarsi, se alleggeriranno o meno la loro linea o rimarranno abbarbicati a difesa del territorio. A seconda di come sarà il loro atteggiamento si potrà valutare l'andamento della moneta unica nei prossimi anni, se continuerà a scontare questa relativa debolezza oppure sarà pronta per un riscatto che darà vita ad una stagione di cospicui rialzi. Alla fine tutto quello che succede nei mercati alla lunga non è altro che lo specchio dei fondamentali e se prima l'economia europea non rialza la testa, la moneta che la rappresenta rimarrà un malato convalescente.

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