Bullard: tagli sui tassi? Quasi garantiti

Nuove tensioni sul mercato statunitense. Una situazione che vede, tra le altre incognite, anche quella delle banche centrali. La prossima sorpresa? Potrebbe arrivare prpoprio dalla Fed. Intanto la banca centrale australiana ha iniziato ad abbassare i tassi. 

La Fed cambia rotta

Si moltiplicano, infatti, le voci e le indiscrezioni che vorrebbero una Fed pronta a tagliare i tassi. Si parla addirittura di due interventi per questo 2019. La conferma potrebbe essere arrivata proprio nelle scorse ore dalle dichiarazioni di James Bullard numero uno della Fed di St.Louis, secondo cui un taglio dei tassi di interesse “potrebbe essere garantito presto”. Alla base della nuova strategia, che alla fine sarebbe un’inversione di 360 gradi rispetto a quanto sospettato neppure sei mesi fa, il crescente rischio per la crescita economica causata dalle tensioni commerciali globali e dalla debole inflazione presente non solo negli Stati Uniti.

Guerra commerciale vero discriminante

Stando a quanto detto da Bullard, infatti, la vera e propria faida che si è scatenata a livello internazionale e che comprende anche il Messico, potrebbe costare all’intera economia mondiale un rallentamento che a questo punto rischia di essere estremamente pericoloso. Da qui i timori che il già previsto callo delle performance  potrebbe essere più veloce di quanto finora ipotizzato.  Non solo, ma anche l’inflazione, gli ultimi dati riguardanti i prezzi al consumo e le prospettive delle relative evoluzioni, lasciano intendere che la situazione potrebbe essere pesante. Il tutto anche sulla  base di tassi che, per Bullard, rischiano di essere troppo alti. Nei giorni scorsi anche Barclays ha ipotizzato due interventi della Fed entro quest’anno per tagliare il costo del denaro. Ma Barclays non è che l'ultima in ordine di tempo di una lunga serie di previsioni che vanno tutte in questa direzione. 

Spaventa l'inversione della curva dei rendimenti? 

Ultimo elemento che ha spinto Bullard a ritenere idoneo un taglio dei tassi è stata l’inversione della curva dei rendimenti. La cedola del taglio a 10 anni, infatti, recentemente è stata inferiore rispetto a quanto staccato sulla scadenza trimestrale, dimostrando anche un trend in rafforzamento. Un quadro indicativo, ma non decisivo, di una situazione estremamente delicata. Alle già note criticità dei giorni scorsi, in queste ultime ore, sui mercati, si sono aggiunti altri punti interrogativi.

Il crollo dell'hitech

Il primo è quello riguardante i grandi colossi di Internet. Facebook, Google, Apple e Amazon sono finite sotto l’occhio indagatore delle autorità statunitensi per motivi differenti. Primo risultato: calo di oltre l’1,6% per il Nasdaq e nubi all’orizzonte per le società di hitech. Giganti che, presto, potrebbero trovarsi a dover ridefinire le proprie dimensioni e, forse, anche a scorporare qualche unità. Per il momento, però, l'unica certezza è che la situazione è ancora in evoluzione e per il Nasdaq (ma forse per tutti gli indici Usa) le sorprese potrebbero non essere ancora finite. 

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