BTP e internazionalizzazione del debito

Qualcuno sente più parlare dello spread ultimamente? Dalle ultime rilevazioni sembra si sia assestato intono ai 140 punti, con un calo vistoso rispetto al periodo di agosto quando era stata innescata la crisi di governo. Attualmente, quindi, i mercati sono più mansueti riguardo la situazione italiana con il cambio di governo e lo spread sembra sotto controllo ma, quando le cose si mettono male, esso parla una lingua che conosciamo e recita una frase di questo tipo "o tornate a posto o vi facciamo a pezzi".

Ma bisognerebbe capire chi o cosa ha dato tanto potere a questo indicatore che fa tanta paura.

Cos'è lo spread... la differenza di rendimento tra i BTP italiani a 10 anni e i BUND tedeschi alla stessa scadenza.

Perchè i BTP hanno tutta questa importanza è chiara, il debito pubblico è finanziato per l'85% con BTP e solo per il 5% con BOT e per il 7% con CCT. Ma perchè è importante questa distinzione? Per capirlo bisogna fare un passo indietro.

Fino alla fine degli anni 80 il debito pubblico era finanziato per il 60% da BOT, per il 30% da CCT e solo per il 10% da BTP. E la cosa interessante era che lo Stato emetteva titoli e IMPONEVA un rendimento. In più... il debito era comprato da risparmiatori italiani.
Poi sono state introdotte le aste aprendo agli investitori internazionali, oggi grosse banche d'affari come Goldman Sachs, BNP Paribas, ecc.. Quindi il prezzo non lo faceva più il Tesoro, ma lo faceva il mercato.

Da lì è cambiato tutto perché gli investitori non acquistano BOT che hanno funzione di risparmio, ma BTP che hanno scadenza più lunga e quindi funzione di investimento e di speculazione.

E la differenza è importante in quanto il meccanismo delle aste è molto diverso. I BOT e i CCT sono emessi seguendo il meccanismo dell'asta competitiva, i BTP dell'asta marginale.

In soldoni la cosa funziona così.
L'asta competitiva significa che il Tesoro che vuole emettere titoli organizza un'asta a cui possono partecipare solo investitori istituzionali autorizzati in quello che viene definito mercato primario. Lo Stato dice "io voglio piazzare 100mld di titoli, fate le vostre offerte". A offre 10mld ad un prezzo che corrisponde ad esempio al 3% di rendimento, B offre 50mld al 4%, C offre 30mld al 5% e D offre 10mld al 6%. Chiaramente vengono soddisfatti A al 3%, B al 4% e C al 5%, mentre D rimane fuori perchè gli altri hanno preteso un rendimento inferiore e i titoli sono stati tutti venduti. La domanda e l'offerta si incontrano.

L'asta marginale, che c'è solo in Italia, funziona diversamente perchè nella fattispecie di cui sopra A, B e C verranno soddisfatti al 5%, cioè dal prezzo marginale che rappresenta l'ultimo prezzo accoglibile. E' chiaro, quindi, che in una situazione di questo genere il costo del debito è più alto perché il Tesoro paga A e B al 5% quando questi si accontenterebbero rispettivamente del 3% e 4%.

Ecco quindi che lo Stato, che emette per l'85% BTP, essendo questi trattati con il meccanismo dell'asta marginale, si ritrova alla mercé degli investitori pagando più di quanto avrebbe dovuto pagare.

Insomma "bella fregatura" qualcuno direbbe per usare una battuta... come uscirne non è facile perché il problema fondamentale è che alle aste non partecipano francescani scalzi, ma investitori e i titoli che non trovano contropartite adeguate, per i trattati europei, non possono essere coperti né dalla BCE, nè dalla Banca d'Italia.

Inutile dire che bisognerebbe cambiare i trattati e rivoluzionare il meccanismo delle aste. Gioco da ragazzi, no?

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4 - Commenti

Domenico Marra

Domenico Marra - 20 settembre 16:27 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 20 settembre 17:09 Rispondi

Luigi Starace

Luigi Starace - 21 settembre 12:35 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 23 settembre 13:13 Rispondi