Brexit: no deal e la sterlina si inabissa

Come volevasi dimostrare...

Il "no way" giunto da Berlino riguardo le proposte di Johnson non poteva che arrivare perentorio. La pretesa di tirare fuori l'Irlanda del Nord dall'unione doganale anche i muri sapevano che non avrebbe mai incontrato il favore di Bruxelles e probabilmente il premier britannico mirava proprio a questo. Lo scarico di responsabilità reciproca tra Londra e Bruxelles non può che esserne una conseguenza, consumato proprio su un teatro di guerra, quello irlandese, che sfiora la tragicommedia.

La telefonata tra Merkel e Johnson

In una rovente telefonata tra Angela Merkel e Boris Johnson di prima mattina di martedì 8 ottobre la cancelliera ha bollato l'idea britannica come improponibile e quindi l'accordo risulterà impossibile in questo stato di cose. Pronta la replica del primo ministro inglese, secondo lui la manovra dell'Unione Europea è finalizzata a far rimanere Londra nell'unione doganale e accusa ancora una volta il parlamento di aver votato a favore di un'uscita dall'UE solo in caso di accordo.

Gli effetti dello scontro arrivano fino in Parlamento

Cosa potrebbe succedere quindi? Il count down sta per giungere agli sgoccioli sia per quanto riguarda la deadline per l'accordo fissato il 19 ottobre, sia in merito alla data ufficiale di Brexit che avverrà l'ultimo giorno del mese. E siamo ancora in alto mare... In questo clima di caos generale la strategia di Johnson potrebbe essere quella di sciogliere le camere e andare al voto anticipato in modo da avere i numeri per votare un no deal brexit con tutte le ripercussioni del caso. Far leva sull'impatto emotivo per via di un termine che giunge a scadenza richiede nervi saldi e grandi abilità strategiche, ma raggiungerà l'effetto sperato? I laburisti fanno quadrato e stanno compattamente facendo capire che le elezioni anticipate sarebbero una sciagura per il Regno Unito in questo momento storico, quindi ci sarà da vedere chi la spunta. Alla fine l'ipotesi più probabile sembra essere la richiesta di un'estenzione della proroga, con l'effetto di allungare la telenovela che ormai dura da troppo tempo.

Le sofferenze della sterlina

Intanto nel marasma generale la sterlina rimane sotto pressione e fa registrare un drawdown che non si vedeva dai minimi di settembre. A mio avviso prima di un deal o no deal dovremo rassegnarci a vederla un pò sull'otto volante in preda ad una volatilità sostenuta. Non sarà scontato affatto che Brexit sarà una sciagura per la valuta britannica, come invece viene paventato da diversi istituti di ricerca economica. La produttività nel terzo trimestre del Regno Unito è diminuita dello 0,2% e l'impatto sui posti di lavoro potrebbe essere notevole, ma mi aspetto che una volta che la situazione verrà definita la sterlina possa iniziare una fase di rally senza precedenti perché una domanda sempre più si fa strada: e se il mercato avesse già scontato tutto?

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