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Brexit, Farage (ex UKIP): UK invocherà art.50 a Gennaio

Brexit, Farage (ex UKIP): UK invocherà art.50 a Gennaio

La sessione di contrattazioni in Asia ha fatto registrare ancora una volta una fase di discesa con i principali listini in territorio negativo: Tokyo chiude a -0.69% insieme a Shanghai a -0.68%, mentre Hong Kong si ferma a -0.11%. Tuttavia le quotazioni dello yen sembrano continuare a scendere con il rapporto USDJPY, tipico indicatore di propensione al rischio, che torna a salire nonostante l’outlook ancora laterale.

L’Europa, dopo un avvio di settimana piuttosto teso, torna a sperare con un’apertura in territorio positivo per tutte le piazze del Vecchio Continente che sembrano giovare di un ritrovato, seppure cauto, ottimismo legato al rallentamento della discesa delle quotazioni petrolifere.

Sul fronte commodities infatti, gli energetici hanno subito una battuta d’arresto sui livelli dei giorni scorsi con le quotazioni di Brent e WTI ferme sui supporti rispettivamente a 47.30 $/barile e 45.20 $/barile. Resta comunque aperta la possibilità di ulteriori ribassi qualora venissero confermati i dati sulle scorte in aumento negli Stati Uniti (dato EIA) sebbene tali rilevazioni siano fortemente passibili di variazioni anche significative.

Sul fronte brexit, si è espresso questa mattina Nigel Farage che ha dichiarato come il Regno Unito potrebbe invocare l’articolo 50 solo a Gennaio. La presa di posizione dell’ormai ex leader dello UKIP arriva al culmine di una diatriba interna che continua a vedere il governo di Londra sotto pressione da parte dell’opposizione.

Market Movers

06:30 Giappone Produzione industriale a/a cons. -3.8% prec. -1.5%

10:00 Italia Inflazione a/a cons. -0.1% prec. -0.1%

10:30 Regno Unito Disoccupazione cons. 4.9% prec. 4.9%

11:00 Eurozona Produzione industriale a/a cons. -0.7% prec. 0.4%

16:30 Stati Uniti Scorte petrolio EIA cons. 4.0m prec. -14.5m

 

EURUSD

Continua la fase laterale per la moneta unica anche dopo i dati sulla produzione industriale che hanno restituito un risultato migliore delle attese che ha portato il cambio EURUSD da area 1.1210 fino a quota 1.1240, mantenendo comunque l’outlook di fondo interlocutorio tra il livello chiave a 1.12 e 1.1250. L’assenza di dati macroeconomici negli Stati Uniti e la presa di posizione di chiusura di Lautenschaeger su ulteriori misure di stimolo potrebbero portare ad un ulteriore apprezzamento dell’euro che comunque troverà in 1.1250 una resistenza importante.

GBPUSD

Dopo la discesa di ieri che ha portato il cable a 1.3340 fino in area 1.3180, la sterlina prova a consolidare l’area di 1.32 su dati sul mercato del lavoro usciti questa mattina ancora interlocutori, ma stabili. Il tasso di disoccupazione rimane fermo al 4.9%, mentre la componente qualitativa della dinamica salariale delude gli analisti. L’attesa per la giornata è per un deciso passaggio in territorio laterale degli scambi in assenza di dati macroeconomici di rilievo sul fronte statunitense e prima della riunione della Bank of England di domani che dovrebbe fornire maggiori informazioni sulle prossime mosse di Threadneedle Street.

 

USDJPY

Lo yen continua a perdere terreno nonostante la performance non brillante dell’indice Nikkei della borsa di Tokyo che cede lo 0.69% in conclusione della sessione asiatica. Il rapporto USDJPY passa dai livelli ancora interlocutori di ieri in area 102.50 fino a quota 103.20 dove scambia in apertura dei mercati europei che aprono in territorio positivo e appaiono rassicurati dopo le tensioni dei giorni scorsi con conseguente allentamento dell’avversione al rischio che potrebbe continuare a sostenere USDJPY sopra quota 103.00.

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20/08/2014

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