Brexit: E se Johnson dovesse cedere alla lusinghe di Farage?

  • La "pazza idea" di Farage di fare un patto per un hard Brexit non fa breccia ancora sulla decisione di Johnson di portare avanti l'accordo con Bruxelles;
  • Trump alimenta la cosa non perdendo occasione di bacchettare l'Europa;
  • I mercati finanziari potrebbero risentirne se Johnson dovesse cedere ma solo nel breve termine.


La proposta di Farage

Le elezioni in Gran Bretagna si avvicinano e la situazione appare tutt'altro che serena. Nei giorni scorsi il leader conservatore del Brexit Party Nigel Farage, aprendo la campagna elettorale, ha proposto una santa alleanza a Boris Johnson per portare la Gran Bretagna fuori dall'Europa senza alcun accordo in quanto, a suo dire, quello messo in atto non promette nulla di buono perché lascia l'UK legata ancora all'UE su tante questioni commerciali.
La spinta motivazionale su cui fa leva Farage si basa sul fatto che gli elettori di Johnson alla lunga si renderanno conto della "facciata" e chiederanno debitamente il conto. In prima battuta il biondo leader conservatore sembra respingere la proposta, vidimando definitivamente l'intesa con l'Europa come una buona intesa e comunque l'unica possibile in un contesto dove le posizioni tra le parti non erano facili da disarmare.

Il soffio sul fuoco di Trump

Ma da oltreoceano arriva l'eco di un potente alleato di Farage, quel Donald Trump che con le sue dichiarazioni notoriamente scalda gli animi. Infatti il numero uno alla Casa Bianca ha tuonato ancora una volta "insieme si possono fare grandi cose per liberarsi dal soffocamento dell'UE" ed inoltre ha fatto avanzare l'ipotesi che fare affari con lui piuttosto che con la Germania e la sua band sia molto più conveniente e gratificante per tutti quanti.
Al momento obiettivamente non ci sono le condizioni perché questo possa concretizzarsi, anche perché realisticamente Johnson potrebbe perdere molto dell'elettorato di fronte ad un voltafaccia di queste proporzioni, ma se la situazione a Westminster dovesse complicarsi e il premier dei Tory dovesse avere sentore di trovarsi sotto ricatto, l'idea di Trump più che quella di Farage potrebbe stuzzicarlo e quindi?

I possibili effetti sui mercati

Attualmente la piazza di Londra e la sterlina stanno vivendo una situazione di "dolce" attesa, magari pronti entrambi a spiccare il volo nel momento in cui dalle elezioni del 12 dicembre dovesse uscire una maggioranza forte che risolva in maniera definitiva la questione Brexit. Ma se si concretizzasse questa alleanza e di conseguenza si creasse una spaccatura di un elettorato in ordine sparso, potrebbe subentrare quell'incertezza che ha contraddistinto la vicenda Brexit per oltre 3 anni con effetti negativi più sulla borsa londinese che sulla sterlina, la quale, secondo me, ha già scontato parecchio della notte fonda in cui si è trovata la faccenda in tutti questi anni. Questo sicuramente come effetto immediato e quindi di breve termine sull'onta di una reazione emotiva, sul medio lungo tutto dipenderà dagli equilibri che verranno raggiunti dove la cartina di tornasole sarà sempre rappresentata dai dati macroeconomici che interessano tutta l'economia britannica e, per effetto, quella dei paesi che avranno rapporti commerciali con il Regno Unito.

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I prezzi di borsa NON sono casuali

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