Borse su. Disoccupazione USA ai minimi dagli anni ‘70

Le Borse del Vecchio Continente si sono rafforzate, dopo un lieve rialzo nella prima parte della seduta, grazie al dato positivo sulla disoccupazione USA che ha influenzato positivamente Wall Street. Nonostante siano stati creati quasi 9.000 posti di lavoro in meno rispetto alle previsioni (136 mila contro i 145 mila preventivati) la disoccupazione è scesa attestandosi al 3,5%. Questo dato è ancor più positivo rapportandolo ai dati storici: è il tasso più basso dal 1969.
A questo punto è la Fed ad essere sotto i riflettori ed in particolare le decisioni riguardo la politica monetaria da adottare considerato il rallentamento del manifatturiero e del settore dei servizi. A fine ottobre verrà data una risposta che presumibilmente terrà conto dei nuovi dati sull’occupazione.

Le aziende americane a settembre hanno continuato ad assumere ma ad un tasso inferiore a quello previsto. Il rialzo di settembre segna però un altro record: è il 108esimo mese di fila in cui le aziende USA continuano ad assumere personale.
La diminuzione della disoccupazione va analizzata assieme ai salari orari che indicano l’assenza o la presenza di pressioni inflative. Questi ultimi sono diminuiti di 1 centesimo dopo il rialzo di 0,11 di agosto. Su base annua la crescita è del 2,9%, quasi un punto sopra la media del 2% degli ultimi 6 anni e vicino alla stima del +3,2%.

Nel Vecchio Continente le Borse salgono leggermente sulla scia di Wall Street ma vengono frenate da auto e banche. A Piazza Affari bene Stmicroelectronics dopo le indiscrezioni per cui Apple avrebbe chiesto un aumento della fornitura per coprire la produzione di iPhone 11. Positive le utility mentre le vendite hanno colpito soprattutto Banco Bpm e Ubi Banca. Male le auto in tutta Europa e in particolare Pirelli e FCA a Milano. Male anche Tenaris che risente del rinvio a giudizio della holding della famiglia Rocca.

Bene Banca Mps grazie alle indiscrezioni per cui le autorità italiane starebbero discutendo con la Commissione europea un piano per gestire quasi 10 miliardi di crediti deteriorati, quasi i due terzi del totale degli Npl di Mps.

Stabili i titoli di stato con spread decennale a 149 punti base con un rendimento che scende di 0,02% dallo 0,92% di giovedì all’attuale 0,9%. In rialzo tutti i titoli sovrani dell’eurozona.

L’euro recupera sul dollaro e si attesta a quota 1,0979. La sterlina scambia a 0,89 pound per euro e a 1,2345 dollari.

Recupera il petrolio attestando il prezzo al barile nel Wti a 52,6 dollari e nel Brent a 58,1 dollari.

In fine va segnalato il taglio di tassi della Banca centrale indiana (Rbi) che ha ridotto i tassi di riferimento di 25 punti base portando i rendimenti al 5,15% contro il 5,4% precedente. Questo in linea con la politica monetaria adottata dalla Reserve Bank of India che da inizio anno ha già tagliato i tassi cinque volte per contrastare il rallentamento della crescita (il Pil è cresciuto nel secondo trimestre del 5%, il dato peggiore dal 2013). I tagli hanno portato il cambio dollaro/rupia sopra quota 71.

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