Borse: Piazza Affari guida il Vecchio Continente

Progressi per i listini europei che salgono trainati anche da Wall Street. Al centro dell’attenzione la Germania e la Cina mentre si aspettano le possibili azioni di Fed e Bce. I rapporti commerciali tra Cina e Usa restano al centro dell’attenzione mentre a Piazza Affari bene Cnh Idustrial, banche ed industriali. Spread fermo a 208 punti.

Le Borse europee continuano ad essere spinte dalla possibilità di nuove misure a sostegno dell’economia da parte delle banche centrali; in primis Federal Reserve e Bce. Salgono i listini del Vecchio Continente che, già in recupero alla fine della scorsa settimana, vedono Parigi a +1,34%, Francoforte a +1,32%, Londra a +1,10% e Madrid a +0,67%. La capofila è Piazza Affari che, grazie a banche ed industriali segna +1,93%, risultato non influenzato dallo spread (fermo a 208 punti base). L’attenzione, quindi, è sulle banche centrali (si aspetta il discorso del numero uno della Fed), sulla Germania (che apre ad un piano anti-recessione da 50 miliardi) e sui rapporti commerciali tra USA e Cina.

Il FTSE MIB ha visto tutti i titoli chiudere ampiamente in positivo (deboli solo le utility che hanno visto un incremento di mezzo punto percentuale) con maglia rosa per Cnh Industrial (tra le più penalizzate nelle scorse sedute) che, in attesa del nuovo piano industriale da presentare il 3 settembre a New York, ha segnato un +5,5%. Seguono Tenaris (+3,8%), Prysmian (+3,5%) e Ferragamo (+3,2%). Bene anche banche, industriali ed auto. Recuperano Telecom Italia e Pirelli assieme a tutto il comparto auto europeo. Tra le banche sotto i riflettori Intesa, Unicredit e Ubi Banca. Le utility, come prevedibile per titoli difensivi in sedute particolarmente positive, salgono più debolmente: mezzo punto percentuale circa.

Sul piano delle politiche economiche, invece, si attende l’annuale meeting di Jackson Hole organizzato dalla Fed a Kansas City dal 22 al 24 agosto. Qui Powell (governatore della Fed) auspicabilmente indicherà se la Banca centrale americana taglierà nuovamente i tassi dopo i tagli di luglio (si ipotizza un’ulteriore riduzione di 25/50 punti base).

L’euro recupera il dollaro tornando a quota 1,11. Sostegno alla moneta unica potrebbe essere arrivato dalle indiscrezioni stampa secondo le quali il governo tedesco sta preparando un piano anti-crisi da 50 miliardi di euro; tutto ciò per far fronte ad un probabile terzo trimestre consecutivo di calo del Pil.

Rallenta l’inflazione nell’Eurozona che passa dall’1,3% annuo all’1% (l’anno scorso il tasso era 2,2%). Lo rende noto l’Eurostat che offre statistiche anche per i singoli stati: -0,7% in Portogallo, 0,1% a Cipro, 0,3% in Italia. Maglia nera per l’est Europa che vede tassi di inflazione del 4,1% in Romania, 3,3% in Ungheria e 3% in Lettonia e Slovacchia.

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