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Borse incerte e valute ferme: occhi puntati sulla Fed

  • Stasera la Fed annuncerà le decisioni di politica monetaria, il mercato non prevede grosse novità, mentre tende un orecchio aspettando notizie sul fronte dazi;
  • Attesa per le elezioni britanniche con le urne aperte da domani mattina, intanto la sterlina perde qualche posizione;
  • Lagarde prova a conciliare i vari paesi dell'Eurozona in tema di politica monetaria dichiarando unicità nella politica monetaria della BCE che sarà dettagliata con la conferenza stampa di domani.


Mercati congelati dall'incertezza

Febbrile attesa in questi giorni per una valanga di eventi che avranno luogo in pieno clima natalizio a partire da questa sera con l'ultima conferenza stampa dell'anno di Jerome Powell nella consueta riunione del FOMC. Nessuno si aspetta grosse novità rispetto a quanto emerso dalle ultime dichiarazioni del governatore della Fed, ancor più che il mercato del lavoro americano gli dà una mano per non cambiare nulla in tema di tassi, lasciando così scorrere l'inflazione anche oltre il target dichiarato del 2%.
Mentre più agitata sembra l'attesa che riguarda l'annuncio che potrebbe arrivare da un giorno all'altro sul tanto sospirato accordo tra Usa e Cina attinente ai dazi. Il 15 dicembre è alle porte e per il momento tutto tace, qualcuno comincia ad avanzare l'ipotesi che le parti prenderanno ancora qualche giorno di tempo prima dell'entrata in vigore delle tariffe, mantenendo la vicenda in stand-by. Questo anche perché attualmente Washington è intenta a chiudere il negoziato con i paesi confinanti, Messico e Canada, pertanto è possibile che rispetterà un ordine temporale dell'agenda.
Wall Street quindi rimane senza spunti, con qualche calo settoriale come nell'immobiliare (-0,7%) e nelle materie prime (-0,6%), mentre nel dopoborsa fa notizia il crollo di GameStop (-15%), società produttrice di software per i videogame, dopo aver comunicato nella trimestrale un calo del fatturato del 23% rispetto all'anno precedente.

Valute bloccate

Mercato dei cambi praticamente immobile ormai da diverse settimane, i cross principali si muovono in un intervallo di prezzi molto ristretto e la sensazione è che se prima non si sblocca il negoziato sui dazi difficilmente si assisterà ad un rally deciso e di lungo periodo.
Arretra la sterlina dopo aver toccato la soglia di 1,32 sul dollaro americano, livello più alto degli ultimissimi anni. Domani il via alla votazione in Gran Bretagna e dagli ultimi sondaggi Boris Johnson non ha più una maggioranza così schiacciante quindi il mercato, che non ama l'incertezza, teme che una situazione politica non definita, che viene fuori dalle urne, prolunghi ancora per lungo tempo l'agonia sulla vicenda Brexit.

Domani tocca a Christine Lagarde

L'altro grande evento che avrà l'attenzione degli operatori sarà il primo consiglio direttivo della BCE con a capo Chrstine Lagarde. Neanche qui probabilmente ci saranno grandi novità però qualche punto che verrà toccato in conferenza stampa sicuramente darà qualche indicazione importante, ad esempio sulle stime di inflazione del 2022. Questo perché se Eurotower annuncerà un'inflazione stimata vicino all'obiettivo del 2% allora il mercato potrebbe aspettarsi una stretta monetaria anche nel 2021 e quindi la fine del quantitative easing. In caso contrario, se quindi l'inflazione correrà ai livelli attuali, cioè dell'1,2%, dipenderà molto se dalle parole di Lagarde filtrerà l'intenzione di convivere con un'inflazione bassa senza ulteriori interventi oppure si proseguirà sulla stessa strada tracciata da Draghi. Un'indicazione, al proposito, il nuovo governatore l'ha data sostenendo che la Banca Centrale Europea deve parlare con "una sola voce", facendo capire che ci sia tutto l'interesse verso una mediazione tra falchi e colombe in seno al comitato esecutivo e di conseguenza per venire incontro al gruppo degli intransigenti capitanato dalla Germania ma che si fa sempre più nutrito.

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