Borse in stallo: si attendono sviluppi dal negoziato Usa-CIna

  • Le trimestrali segnano il passo e portano lo S&P a raggiungere il massimo storico
  • Londra nuovamente nel caos dopo che il parlamento ha respinto la richiesta di elezioni anticipate di Johnson
  • Dopo la travolgente vittoria della Lega in Umbria non ci sono grosse turbolenze sui mercati, anzi la borsa continua a crescere superando la resistenza di 22.500 punti.

Wall Street da record

Situazione stabile sui listini americani con toni positivi grazie alle trimestrali dei big settoriali che macinano profitti come acqua fresca. Da quando è iniziata la stagione delle trimestrali, delle aziende che hanno pubblicato i risultati il 79% ha battuto le stime degli analisti, questo la dice lunga sui fondamentali dell'economia produttiva statunitense al di là degli steroidi monetari della Fed. Ieri comunque Alphabet, dopo aver toccato cifre da record durante la seduta, nel dopoborsa a seguito di risultati non proprio esaltanti ha perso il 3%. Il motivo è da addursi agli investimenti nello sviluppo delle attività cloud che hanno un pò eroso l'utile del trimestre. Ad ogni modo lo S&P si è stabilizzato sopra i 3000 punti, chiudendo a 3040 (+0,6%).
Anche in Asia le borse sono ben intonate, con il Nikkei che avanza dello 0,4% e lo Strait Times di Singapore dello 0,7%, mentre in negativo è l'Hand Seng di Hong Kong (-0,5%) a seguito delle dichiarazioni di Carrie Lam, capo esecutivo di Hong Kong, dove la stessa ha parlato dei disordini avvenuti nella città e quindi delle conseguenze economiche disastrose.

Trump ha dato una spinta alle borse

Ieri il presidente americano ha dichiarato che la trattativa con la Cina procede a passo spedito e che almeno in parte l'accordo è quasi pronto per la ratifica definitiva. Ovviamente il primo obiettivo è la rimozione dei dazi di dicembre che colpiscono tutta una serie di prodotti che hanno a che vedere con lo shopping natalizio e per cui la campagna elettorale di Trump potrebbe risentirne in merito alle elezioni presidenziali.

Niente elezioni anticipate per Brexit

Il Parlamento britannico boccia la proposta di Johnson di elezioni anticipate al 12 dicembre, quindi o si decide sull'accordo o si prefigura ancora una volta uno scenario di hard Brexit. Era necessaria la maggioranza di due terzi a Wastminster, ma il premier britannico incassa l'ennesima bocciatura e Londra sprofonda ancora una volta nel caos. Intanto i 27 hanno votato unanimi per lo slittamento al 31 gennaio della fuoriuscita della Gran Bretagna dall'Europa superando le resistenze della Francia, la quale era preoccupata che un periodo di tempo così lungo avrebbe allentato la pressione sul parlamento del Regno Unito. La sterlina però non ne risente e si muove tra 1,28 e 1,29 sul dollaro, sembra quasi che gli operatori si siano atrofizzati di fronte a questo tira e molla e che aspettino segnali più concreti per prendere posizioni decise.

BTP in calo, ma Piazza Affari in rialzo

Dopo la scoppiettante affermazione della Lega in Umbria il rendimento dei BTP sale sopra l'1%, livello che non si vedeva da un bel pò, con lo spread che si allarga a 143 punti. L'indice FTSEmib però continua la sua marcia che da inizio anno l'ha portato ad un guadagno del 24%, meglio di Parigi e Francoforte, rispettivamente 21% e 22%. La cosa fa parecchio riflettere in quanto sembra che la borsa si sia immunizzata alle vicende che interessano la politica italiana e gli sviluppi che possono avere sull'economia.

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